domenica, maggio 13, 2007

Arrivò in piazza con circa mezz'ora di ritardo. Conoscendolo, me l'ero presa comoda pure io: in fin dei conti lo stavo aspettando da soli 5 minuti. "Scusa" mi disse "il mio cane è caduto in crisi mistica giusto un quarto d'ora prima di uscire...".

Unico.

giovedì, maggio 10, 2007

Che sensazione strana trovarsi a fissare degli occhi troppo simili ai propri. Aspetta, mi perdo in un gioco di specchi e di anime, sciolgo tutta la mia esuberanza in un sussulto fragoroso, e torno a sorriderti come niente fosse.

martedì, maggio 08, 2007

La felicità, per lui, era solo un punto di vista positivo sulla realtà.

Lei, tolto il "solo", era sostanzialmente d'accordo.

sabato, maggio 05, 2007

“Voglio cambiare, ti prego cambiami, aiutami a cambiare, solo tu puoi cambiarmi…” lui quasi glielo urlò in quell’abbraccio stretto e sincero.
“Tanto non mi cambierai mai” pensava senza malizia alcuna, mentre la guardava dolce, dritto negli occhi.

venerdì, maggio 04, 2007

...Sto cercando un manuale di istruzioni per rimanere Liberi...

giovedì, maggio 03, 2007

Lei gli disse: "Sognami, almeno stanotte". Lui chiuse gli occhi e sentì il calore delle lacrime, forse dell'Amore. "Va bene" disse. Lei gli sorrise. "Promettimelo.."
Non poteva promettere qualcosa che non dominava, l'inconscio gli sfuggiva, ma non voleva deluderla.
"Lo spero, ma non dipende da me" ammise.

mercoledì, maggio 02, 2007

Riempì di ottimismo il bicchiere mezzo vuoto. Ne bevve un lungo sorso, poi aggiunse del vino rosso per farsi coraggio e sciogliersi un poco.

lunedì, aprile 30, 2007

Mi ricordò, senza tanti giri di parole, che anche Icaro, da bambino, sognava di volare.

giovedì, aprile 26, 2007

Ogni singola inquadratura della vita ha un suo perché. Di questo ne era convinto. Ma non poteva permettersi il lusso di riflettere sulle combinazioni di ogni istante.

Camminava abbracciato alla sua ragazza per le vie del centro, stretto nella felicità di quel contatto.

Lei lo vide e s’irrigidì. Non sapeva fosse fidanzato. Lo vedeva ogni giorno mentre, alla solita ora, lui entrava nel bar per il primo caffè della giornata. Lo aspettava dalla vetrina del negozio nel quale lavorava, per poi andare di tutta fretta anche lei nel locale.

Modi gentili, educato, bei lineamenti; sì, a lei lui piaceva proprio.

Fu un’immagine che non si aspettava e che non voleva vedere quella che, purtroppo, aveva davanti. Lo scrutò un secondo ancora, "magari non è lui, ma uno che gli somiglia soltanto". Poi distolse, a fatica, lo sguardo: non si stava sbagliando.

Anche lui indugiò un secondo in più, quegli occhi avevano un che di non propriamente sconosciuto. “Che strano…ho la sensazione di aver già visto questa ragazza…ma dove?” pensò, mentre, inesorabile, l’obiettivo del tempo stava nuovamente allargando l’inquadratura del Caso sulle loro due vite.



martedì, aprile 24, 2007

“L’anima è solamente un’insieme di terminazioni nervose; mi spiace deludervi, ma non esiste” disse lo scienziato. Poi continuò: “D’altronde pure l’amore lo si può spiegare come una serie di reazioni chimiche”. Rimasero tutti un po’ perplessi.

“Chissà se mi sa spiegare come mai sono così tanto innamorato di te” pensò lui, mentre cercava, tra gli altri, lo sguardo di lei.

lunedì, aprile 23, 2007

Che strano sentire il figlio del professore di religione bestemmiare, solo per attirare l'attenzione.

domenica, aprile 22, 2007

Sì, ma non prendiamoci troppo sul serio, altrimenti... chi ci crede più?

sabato, aprile 21, 2007

Iniziò a ridere…a ridere di gusto, pensando all’inganno del tempo, a tutti quei problemi che non ci sono e che alimentiamo solo per trovare una scusa a noi stessi, quando non vogliamo nemmeno provare a realizzare un nostro sogno.

Fu un qualcosa di davvero liberatorio convincersi che la vita non è poi sempre così complicata, di come le gabbie mentali siano sì delle trappole, se uno volontariamente ci si infila, ma di come solitamente abbiano pure pareti di cartone, nonostante le sembianze di un muro.

In definitiva, mentre lo stomaco continuava a vibrare per le risate, ebbe chiara l’immagine di sé stesso con in mano un secchiello, accanto a un immenso castello di sabbia, che, giusto in quel momento, iniziava a sgretolarsi, in mezzo al deserto
.

venerdì, aprile 20, 2007

Che tristi gli addii mascherati da arrivederci… La sensazione di privazione, il distacco, la realizzazione che qualcosa cambierà nel quotidiano. La consapevolezza che sarà difficile tenersi in contatto perché la vita, gli impegni, il lavoro, noi stessi ci porteranno inesorabilmente qualche centimetro più in là. Arriverà il giorno in cui ci si potrebbe incontrare per strada e nemmeno conoscere.

È vero: l’amicizia non si misura in chilometri; e il non vedersi più come prima, ogni giorno, non è di per sé un ostacolo insormontabile alla volontà, se due persone ci tengono reciprocamente a quel che si è costruito.

Certo.. che strano guardare indietro e vedere come tutto sia stato naturale, senza imbarazzi né forzature, tutto tremendamente semplice; accorgersi di come questo, solitamente, quasi mai avviene.

La sensazione di empatia
, quando si prova, mette i brividi, al punto che, quando si realizza che non la si potrà più provare, può lasciar spazio a un quesito del genere: meglio non aver mai conosciuto una simile persona, dato che non avrai più modo di vederla in futuro, o essere felice e riconoscente alla vita perché te l’ha fatta, per quanto poco, incontrare?
Visto che quasi mai abbiamo facoltà di scegliere, quando capitano queste opportunità, accettando i disegni del destino, del caso o di Dio, non resta che ritenersi fortunati, perché non a tutti è concesso un simile dono.

E, con tutta onestà, se avessi avuto la facoltà di decidere, avrei scelto, senza ombra di dubbio di incontrarti.

giovedì, aprile 19, 2007

Molto semplicemente mi sono trovato con le spalle al muro. Ho preferito rinunciare a un mio ideale, nasconderlo, non palesarlo per evitare ritorsioni. Ho fatto di sicuro i miei interessi. Mi sono sentito un po’ più piccolo, lo ammetto. Falso no, perché non ho mentito. Non mi sono sentito libero, e d’altronde libero non ero, per cui ho optato per un atteggiamento vago, in bilico tra bugia e omissione. Non ho ceduto, ma non so per quanto potevo ancora resistere.

Ora sto cercando di capire se sia una giustificazione o meno pensare a come non si possa sempre discutere su qualsiasi argomento con chiunque ci provochi e di come, a volte, sia meglio soprassedere quando ci si rende conto, che in fondo, oltre a un litigio poco resterebbe.

martedì, aprile 17, 2007

"Seconde te, le gocce di pioggia sanno volare o si lasciano semplicemente cadere?". Ci pensò un attimo, poi rispose "Cadere... credo che nessuno voglia volare solamente verso il basso...".

lunedì, aprile 16, 2007

Tre onde solcano un mare di sogni. Una distesa immensa che ogni tanto provo a limitare con la razionalità. Dalla spiaggia non si vede l’altra sponda, mi addentro, non serve nuotare anche se non si tocca. Le tre onde mi spingono controcorrente, mi portano al largo...

domenica, aprile 15, 2007

Camminavano mano nella mano. Nel primo pomeriggio di una giornata quasi estiva; poche altre persone avevano deciso di passeggiare in centro. Si fermarono, si scambiarono un bacio. Poi, nuovamente qualche passo. Lei, togliendosi gli occhiali da sole, chiese: “Esiste, secondo te, l’Amore eterno, quello che dura tutta una vita?”.

Lui, guardandola per capire il perché di una domanda del genere, con molta calma rispose: “Vedi, in realtà penso sia più importante vivere l’Amore intensamente, non pensare alla durata di una storia; una volta che hai dato tutto non hai rimorsi…”.

Lei, sorridendo e accarezzandogli il viso: “Ok, sono d’accordo con quel che dici” breve pausa “ma non mi hai risposto…”

venerdì, aprile 13, 2007

Capirsi. Siamo una generazione di insicuri? Può darsi; in ogni caso, non ha senso generalizzare. Parlo per me, allora. Io vorrei soltanto diventare me stesso, nient’altro. Egoismo? Mah, in parte sì, ma non è questo il punto.

Assume davvero un’accezione negativa il bisogno di indagare un po’ più a fondo la propria persona? È un segnale di poca serenità il cercare un perché all’interno di noi stessi? Oppure è un passo necessario, il primo del percorso?

mercoledì, aprile 11, 2007

Raccolgo con un elastico i capelli al vento perché ultimamente le nuvole si impigliano un po’ troppo spesso tra quei lunghi fili d’aria. Poi si mettono a piangere, le nuvole, se nessuno le scioglie in tempo. E il cielo diventa cupo e inizia a strillare. No, stasera non voglio la pioggia, non voglio ascoltare le imprecazioni dei tuoni, non voglio le scariche d’ira dei fulmini. Stasera mi vorrei concedere un tramonto tranquillo, di quelli sereni, di quelli noti.
Stasera, va bene così. E vabbè, dai, lo ammetto, stasera ti vorrei qui vicino, e non soltanto pensare.

venerdì, aprile 06, 2007

Mi colpiva la sua semplicità. Non cercava di dimostrare qualcosa. Identità e immagine riflessa: un unico velo? Non lo so, in fin dei conti non credo che nemmeno lui potesse arrivare a un tale grado di trasparenza; non sarebbe stato un uomo. Tuttavia, che strana sensazione… In un certo qual modo era disarmante non dover scardinare alcun tipo di difesa: non perdere tempo a studiare una persona, per capire se effettivamente è quel che appare, inizialmente mi lasciò con una lieve e incomprensibile inquietudine.

mercoledì, aprile 04, 2007


S’innamorò a sessant’anni. Una vibrazione, la stessa, che aveva già provato a 8, 16, 25, 40 anni. La stessa identica vibrazione “Ancora qui, ma tu non invecchi mica?” pensò tra sé e sé.
Un attimo di gioia, un minuto di sconforto, un altro attimo di incoscienza, ma solo sfiorato col pensiero. Diavolo di una vibrazione! Pensavo di non incontrarti mai più sulla mia pelle.

Fu questione di un momento.


Riprese il pieno controllo dei sensi, reprimendo quell’improvvisa, ingenua e inaspettata emozione.

I suoi noti problemi di cuore lo aiutarono a togliersi dall’empasse: “Un attacco improvviso di tachicardia, tutto qui. È il tempo, sta cambiando…” si giustificò, mentendo

martedì, aprile 03, 2007

Il dio denaro, dopo aver sedotto la fortuna, ha pensato bene di invitare a cena la felicità. Ovviamente offrirà lui.

lunedì, aprile 02, 2007

No, le ali tue non sono scivolose, questa è la bugia che ti ho venduto in passato per sentirmi meno fragile, per mascherare le mie debolezze. Le tue ali sono perfettamente asciutte, ma rimanere sul dorso di un sogno è difficile, e le mie mani, non così prensili, non riescono a far presa.

No, non hai colpe, davvero non ne hai.

Ma credimi è difficile sentire un contatto un secondo prima e poi accarezzare l’aria, e basta. Ma - al diavolo la tristezza!, non aspettarmi; in realtà non riesco proprio a seguirti: te lo dico una sola volta, perché una sola volta ci riesco a dirtelo: visto che ne hai la possibilità, visto che per te è naturale, continua a volare!

domenica, aprile 01, 2007

Pesce d'Aprile!

venerdì, marzo 30, 2007

In un pomeriggio di pioggia, in effetti, i contorni di un arrivederci sembrano definitivi. In realtà, l'immagine positiva di una persona con la quale hai camminato fianco a fianco, anche se solo per un breve periodo di tempo, non si slava con un pò d'acqua.

giovedì, marzo 29, 2007

Iniziò a sfiorare l’acqua con le dita, solo per il piacere di vedere la superficie liquida incresparsi con una carezza.

“Da cosa sono rappresentato? Dalle mie parole, dalle mie scelte, dai miei pensieri, dai miei paradossi o dai miei compromessi?”.

Si girò verso di lei, ma senza attendere risposta. Sorrise a entrambi.

No, non pensai alla sua domanda, almeno non subito. Ero rapito dai cerchi concentrici che scivolavano via, finalmente liberi, dal punto di contatto tra la pelle e l’acqua: i suoi polpastrelli avevano infranto lo stato di tensione che li costringeva a una quiete forzata: in quelle leggere oscillazioni ci potevo leggere tutta la sua immensa voglia di evadere dall'introspezione. Conoscevo bene la sensazione stretta, altrimenti detto bisogno o necessità, di condividere un paio di punti interrogativi, per dare respiro all'anima.

mercoledì, marzo 28, 2007

“Adesso è già passato, ma non nei miei pensieri”. Tienimi un po’ compagnia, resta qui, al mio fianco. Il silenzio è bianco, è vero, non costa niente, forse, ma consumiamolo assieme.

”Mi aspetterai, come l’altra volta, quando senza dire una parola, ti sei fermato quell’istante in più fidandoti di chi o che cosa, che ancora non so?”. No, non so, cioè sì, sì, non vorrei attendere, ma qualcosa mi tiene quel secondo in più.

“Adesso è già passato, ma non ancora nei miei pensieri, ti prego, resta”. Stavolta, però, te lo chiedo io.

domenica, marzo 25, 2007

A un certo punto si trovarono soli nella stessa stanza. La prima volta dopo l'ultimo, fugace, incontro. Stavolta non era neppure programmato. Lui si alzò quasi di scatto, si guardò attorno, nemmeno fosse un ladro e appoggiò con forza le labbra sulle sue di lei.

"Lo vedi che mi desideri?". Glielo disse subito, sfidandolo. "Mi desideri talmente tanto che nemmeno riesci più a trattenerti... Hai perso tutte le inibizioni, tu mi vuoi.."

No, questo era troppo. Lui voleva illudersi ancora di poter controllare la situazione, anche se, palesemente, non era più così: lei lo stava dominando, nei pensieri e nell'istinto.

Poi... "No, non è che ti desidero, stai pure tranquilla. é che avevo le labbra secche. E questo" disse estraendo un tubetto di burrocacaco "purtroppo l'ho finito giusto stamattina".

venerdì, marzo 23, 2007

"Ma perchè io nei tuoi pensieri devo stare scomoda? Perchè mi sento come se fossi uno sbaglio?".
Lei scrisse queste parole su un post-it.

Lui trovò quel messaggio solo molti mesi dopo. Ma ormai era troppo tardi.

"Perchè non me l'hai mai detto o fatto capire?".
Aggiunse questa domanda, sotto alle altre due di lei, come se fosse una risposta, con calligrafia incerta, a matita.

mercoledì, marzo 21, 2007

Nel vento rimase impigliata la lirica del suo sorriso. Guardò in alto, sole o luna poco cambiava, a lui interessava quell’insenatura di cielo dove l’aria stava portando il sorriso suo di lei.

La sua ricerca era una folle interpretazione della felicità, qualcuno diceva questo.

A lui sinceramente non importavano quelle voci - non tutte le persone possono capire, pensava - lui inseguiva quel sorriso perché qualsiasi altro sorriso, in qualsiasi altro volto, era e sarebbe stato sempre, solo e soltanto, una semplice canzone stonata.

lunedì, marzo 19, 2007

Il figliol prodigo se n'è andato di nuovo. Non ditelo al Padre.

venerdì, marzo 16, 2007


Un abbraccio intenso, di spalle. Qualche passo assieme. Un riquadro in un'oscillazione. Tanta voglia di vivere...

giovedì, marzo 15, 2007

Solo e solamente un sorriso. Nient'altro? Forse un dubbio. Anzi, sicuramente un dubbio. No, non ho voglia di impegnare il mio tempo per non essere costretto a non pensare, e non ho nemmeno voglia di aspettare che quel dubbio si dilati per poi esplodere. Come una porta che non si chiude bene, non posso attendere oltre, non posso rischiare di rimanere fuori.

martedì, marzo 13, 2007

Propongo, a chiunque abbia voglia, di trovare la soluzione - cioè X - alla seguente equazione letteraria:

(il silenzio non esiste) : (il vuoto non esiste) = (l'orecchio è sordo) : X

[si legge come una normale equazione: "il silenzio non esiste" sta a "il vuoto non esiste" come "l'orecchio è sordo" sta a X.
Oppure, se preferite: "Il silenzio non esiste. Il vuoto nemmeno. L'orecchio è sordo e ..."]

lunedì, marzo 12, 2007

Dicevano che dovevamo star zitti. In fin dei conti loro si sono sempre accontentati delle risposte, non hanno mai preteso delle spiegazioni. E chiedevano semplicemente che noi facessimo lo stesso. “Accettate le risposte così come stanno, le motivazioni non le capireste comunque, siete troppo giovani.”. La richiesta di non approfondire in questa direzione non era esplicita, ma le loro espressioni scontente dinnanzi ai nostri dubbi rivelavano disagio.
Ci spiace, ma se davvero le sovrastrutture della società stanno cadendo, la colpa non è della nostra moralità, o della nostra presunta pochezza. Se davvero quelle sovrastrutture stanno cadendo è perché le risposte, alcune davvero impotenti di fronte alla trasparenza dei fatti, non ci possono più bastare, così come stanno. Non mettiamo in dubbio che quelle risposte siano vere. Chiediamo solo che ci venga spiegato il perché.

domenica, marzo 11, 2007

Parte che sa di arte e poesia. Due anime che si sfiorano e si cercano. Le stesse sensazioni, la stessa voglia di guardarsi negli occhi e sorridere, lo stesso desiderio di scoprirsi, venirsi incontro, lasciarsi andare. Due vibrazioni sulla stessa frequenza, due onde che si riassumono nello stesso mare, in direzione della stessa spiaggia.

Lei percepiva questo, ogni volta che se lo sentiva accanto, fosse solo per qualche minuto. Ma per difendere l'equlibrio della propria vita, certe verità che partivano da dentro, dovevano per forza risultare false, senza ulteriori chiarimenti, senza nemmeno il beneficio del dubbio.
La mente ingannava il cuore che fosse per forza uno sbaglio.

venerdì, marzo 09, 2007


Stasera ho bisogno di musica, non di parole... La necessità di una melodia dolce, di una serie di note, magari senza capo nè fine, dove lasciare libera l’immaginazione. Socchiudere gli occhi, frenare un po’ il respiro e vedere dove vanno realmente a finire i colori della giornata, tra le pieghe liquide della sera. Mettermi tranquillamente a osservare le sfumature, quelle più belle, quelle che ogni volta mi lasciano incredulo, quelle che anche domani vorrei cogliere, per sentirmi di nuovo bene.

giovedì, marzo 08, 2007

è come trovarsi in punta di piedi sopra un piano inclinato a pensare, col sorriso sulle labbra, che è solo questione di equilibrio. No, preferisco guardare il cielo e al limite cadere, per il puro piacere di sentirmi destabilizzato in una elettrizzante e quanto mai intrigante situazione.

mercoledì, marzo 07, 2007

E poi mi son dimenticato di dirti che un soffio di vita non lo ricorderai come tale nei giorni a seguire. Inspira a pieni polmoni quell'incredibile sensazione di sollievo e lasciati andare senza paura, non c'è niente di male, non temere.

mercoledì, febbraio 28, 2007

Parlami, ti prego parlami, non concedermi nemmeno il tempo di un respiro un pò più lungo. Non permettermi di pensare, continua a parlarmi con gli occhi, anche perchè le parole non le sto nemmeno più a sentire.

venerdì, febbraio 23, 2007

Copio, con la carta carbone, il profilo sottile di un’emozione, su tanti fogli, disponibili per tutte quelle persone che la vorranno ricevere. Certo, sarebbe piacevole se qualcuno decidesse di colorarla. E non vi nego che sarei davvero felice, se qualcuno volesse nuovamente condividerla con me.

mercoledì, febbraio 21, 2007

Il fuoco silenzioso accarezza la legna, la brucia, la consuma. Calore che si propaga denso nella stanza, il caminetto respira tranquillo. Gli obiettivi del tempo li lascio ai saggi: una candela accesa non può nemmeno intuire la grandezza del sole, ma una candela spenta, senza calore, cosa vive a fare?

domenica, febbraio 18, 2007

Certo, un attimo e poi basta. Un duplicato non ha senso, il ricordo è solo un vezzo, una foto a sedici colori alterata dalla mente. Troppo, troppo distante quell’attimo in cui, davvero, ebbi la certezza di capire che eri te.

sabato, febbraio 17, 2007

Davvero? Sì, davvero. Mi spazientisco quando non mi riconosco in me stesso. Perché tanto so che poi passa, tanto so che ci sarà un’altra volta e un’altra volta ancora. Ma intanto è così, ed è così per tutti. Ma, come tutti, mi ritrovo a chiedere: perché?

giovedì, febbraio 15, 2007

Non cambierei niente. Davvero. Alzo il volume della radio, la musica riempie l’abitacolo, non ci sono altri rumori. Le luci dei lampioni, a disegnare sull’asfalto cerchi gialli; i neon delle insegne che lampeggiano a tempo. Arrivo a casa, ma non scendo dall’auto, mi gusto gli ultimi 2 minuti di questa fantastica canzone. Guardo in alto, niente luna stasera. Poi mi accorgo che le stelle stanno danzando, seguendo il ritmo, in punta di piedi sulle pozzanghere in cielo.

martedì, febbraio 13, 2007


Si sogna in bianco e nero o a colori? Non ne ho idea, non ci ho mai fatto caso a dir la verità. Ultimamente poi, nemmeno ricordo dove e cosa ho vissuto durante il sonno. Al limite mi rimane stretta qualche sensazione, che il cervello non ha sfumato a dovere. Se mi fosse concessa la scelta, tuttavia, non avrei dubbi: preferirei sognare in bianco e nero. Non sono affatto un nostalgico, ma una foto e una pellicola in b/n emanano un fascino elegante di pura reticenza. Sì, mi piacerebbe, almeno nei miei sogni, essere protagonista di un’avventura in bianco e nero: avrei la sensazione di essere l’interprete, senza copione, di una delicata commedia, diretta con mano poetica da un malinconico regista innamorato.

venerdì, febbraio 09, 2007

Preferivo il Caso quando era confuso. Ora "gioca a dadi col mondo" in modo fin troppo cinico. Spero solo non sia stanco o depresso.

giovedì, febbraio 08, 2007

Senza farmi vedere osservo le mie mani, mentre lui, con le sue, esegue virtuosismi facendole scivolare rapide sui tasti del pianoforte. Mi ritrovo a pensare, mentre la melodia – davvero intensa anche per chi, come me non ha la sensibilità di capire certa arte – satura la stanza, che le mie mani assomigliano incredibilmente alle sue, solo e solamente quando le sue sono ferme.

sabato, febbraio 03, 2007

L’altra parte del cielo è un metro di blu, un po’ più in là di casa mia, non proprio sopra la mia testa. Tutto il resto dell’infinito, inizia un po’ più in là di quel che vedo ogni giorno.