Possiedo solo parole.
In apparenza sono la punta dell'iceberg dei miei pensieri, ma in realtà rappresentano l'essenza stessa di quei pensieri.
Goccia dopo goccia sedimentano, plasmano e scivolano via.
Ti lascio parole come testimonianza vera della rappresentazione soggettiva e parziale del mio essere uomo e dell'interpretazione che io faccio della realtà.
La realtà che vivo, respiro e scelgo, consapevolmente o passivamente.
Mi dici che parlo tanto. Me lo dici sorridendo. E hai ragione.
Potrei stare zitto. Godermi attimi troppo pieni per parlarci sopra.
Le mie parole sono fili invisibili, che si dipanano in ordine sparso sulla superficie della tua percezione e che i tuoi sensi assemblano e interpretano in un modo a me sconosciuto.
Devo leggere il loro effetto nei tuoi occhi.
Ci provo, aiutandomi con i tuoi sorrisi.
Il fascino di un nuovo alfabeto, che via via diventa più familiare.
lunedì, febbraio 20, 2012
martedì, febbraio 14, 2012
Un battito d'ali. Uno soltanto.
La mia presa di posizione non potrebbe davvero essere più netta e definita.
E se poi io non ci dovessi riuscire, almeno non avrei rimpianti.
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11:25 PM
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Gli piaceva la sua curiosità, le sue domande, la sua sete di conoscere cose nuove.
Lei chiedeva quando qualcosa non era chiaro e se la spiegazione non era convincente lo segnalava con un silenzio un po' più insistito.
Quando trovava invece qualcosa di interessante le sue iridi si dilatavano, come preludio di un imminente sorriso.
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10:45 PM
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"Ehi, ma qua hai scritto di me!" disse lei fintamente indispettita.
"No, non mi pare.." rispose lui, mentre preparava la moka.
"Come non ti pare? E allora di chi hai scritto qua?" chiese lei, guardandolo di spalle.
Con movimenti lenti, accendendo il gas, rispose: "Di noi due."
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10:35 PM
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"Ti penso e ti voglio". Non aggiunse altro.
Riguardò il testo sullo schermo del cellulare.
Esitò un istante ancora.
Si annusò la mano che parlava ancora di lei.
Il profumo della sua pelle come un detonatore capace di fare brillare le stelle improvvisamente, tutte assieme.
L'irragionevolezza dell'innamoramento non permette distrazioni, è un sentimento totale e totalizzante.
"Così irragionevole che ti costringe a pensare e a desiderare, in ogni momento, che fa quasi rabbia non averti qui, adesso, per continuare a baciarti."
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lunedì, febbraio 13, 2012
Pensava a quei baci rubati, improvvisi e pieni di passione.
Quei baci che restano dentro e lasciano sulle labbra la voglia di altri baci.
Si mordicchiò il labbro inferiore e d'istinto provò a chiamarla.
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11:02 PM
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sabato, febbraio 11, 2012
In questo passaggio latente, l'imperfezione dell'inutilità delle cose superflue mi da veramente una piacevole sensazione di pienezza.
Come le bollicine delle bibite gassate.
Applicherò i principi Zen per una vita votata all'essenzialità non appena mi scomparirà questo sorriso dalle labbra.
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12:23 PM
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giovedì, febbraio 09, 2012
Usciì sul terrazzino della mia nuova casa.
L'inverno non mollava la presa, ma quella sera la morsa del freddo era un pò meno tenace.
Stavo per rientrare, quando fui colpito da due ragazzi, che mano nella mano si stavano avvicinando alle rispettive automobili, parcheggiate giusto sotto il terrazzino.
Indugiai ancora un momento.
Lui aveva più o meno la mia età, sulla trentina. Lei invece sembrava più giovane.
Si fermarono in un punto in cui potevo vedere entrambi e nel silenzio sentire qualche strascico delle loro, poche, parole.
Si baciarono e si abbracciarono in un abbraccio totale, davvero stretto. Scrutai i loro occhi nel momento in cui si allontanarono leggermente.
Vedevo la felicità nei loro occhi, nello specchiarsi in sguardi di reciproca richiesta.
Lei lo baciò ancora. I loro lineamenti sfumarono.
Quando i contorni dei loro volti tornarono nitidi, riusciì a vedere meglio il viso di lei: un sorriso magnetico e due occhi vispi che chiedevano di non essere delusi. Dovevo ammettere che era proprio bella. Si capiva bene che era innamorata del ragazzo, ma da quel che potevo capire, qualcosa la tratteneva ancora, nonostante i baci e l'attrazione evidente.
Nonostante il freddo non riuscivo a muovermi. Non volevo essere motivo di disagio, non volevo rovinare quel loro momento. Mi trovavo in un certo senso a tifare per loro.
Il loro trasporto, e il fatto di non riuscire a staccarsi, erano segnali inequivocabili.
Avevo vissuto diverse volte qualcosa di simile negli ultimi tre anni, dopo la fine di una lunga storia.
Ma quei due ragazzi, i loro sguardi e i loro corpi parlavano un linguaggio diverso.
"Sei felice?" gli chiese lui. Lei lo guardò ed annuì. Lei aggiunse qualcosa, che io non riusciì a capire.
Qualcosa che turbò per un attimo il ragazzo, perché i suoi occhi si tinsero per un istante di un colore meno brillante.
Si strinsero più forte, ma non sentivo più i loro discorsi.
Tornai dentro, approfittando del passaggio di un'altra automobile.
Continuai a guardarli da dietro la finestra. Vidi che si baciarono.
Se avessi potuto, avrei detto al ragazzo di fidarsi di quei baci e degli occhi di lei.
Qualsiasi cosa lei potesse aver detto era evidente come il suo sguardo era lo sguardo di una ragazza innamorata.
Allo stesso tempo, avrei spronato quella ragazza a vivere quei momenti fidandosi del suo cuore.
Tornai in cucina. La ragazza di cui ero innamorato e con cui stavo uscendo non mi aveva ancora risposto al messaggio, che le avevo inviato oltre tre ore prima. Non capivo. Ogni volta che arrivava un sms speravo fosse lei, ma così non era.
Spensi il cellulare. Non avrebbe risposto e non aveva senso sperarci, anche se questo mi faceva stare male.
Forse avrei dovuto raccontarle di quei due ragazzi innamorati.
Magari avrebbe capito.
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10:29 PM
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Era il principio, ed era esaltante.
Camminava avvolto da caldi pensieri, che chiedevano ascolto.
Immagini veloci, in primo piano, gli riempivano gli occhi.
L'inizio ha il sapore buono dei sorrisi e degli sguardi, che rapiscono e irradiano.
L'inizio deve essere perfetto, deve aprire le porte, guidare i pensieri.
Le emozioni non aspettano e non seguono regole.
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7:02 PM
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martedì, febbraio 07, 2012
Ci sono tante, troppe cose che non capisco.
Ci sono silenzi che riempirei di parole e parole e parole ancora.
Perché forse ho un pò di paura del silenzio, temo sempre che ci sia il vuoto dietro.
E così aspetto e aspetto e aspetto ancora.
Vorrei sentirmi come un quadro colorato e vorrei sentire tutto che si muove, così potrei tenermi impegnato, anche solo a guardare.
E i minuti sarebbero solo un concetto astratto.
Mi dovrei bastare, ma ancora non ci riesco fino in fondo.
Per quello scrivo.
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9:57 PM
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Dovrei attuare un processo di deframmentazione della mia mente, plasmare ciò che provo ed esprimerlo compiutamente.
Oppure dovrei chiudere gli occhi e poi riaprirli all'improvviso, staccando il momento prima da quello successivo, e vivere tutto quello che c'è da vivere.
La schiavitù di quello che si è, nel riflesso di quel che si appare o si pensa di apparire, è una prigione mentale.
Il presente dev'essere vissuto libero, il domani non aspetta.
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1:03 PM
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domenica, febbraio 05, 2012
Quelli erano gli attimi che ciclicamente tornavano.
Guidava piano, la sua auto morbidamente accarezzava l'asfalto e lo isolava dal freddo pungente.
In quel momento l'inverno se lo sentiva dentro, e lo destabilizzava.
Si sentiva sotto un metro e mezzo di sole, pronto alla primavera, a 10 centimetri dalla felicità più vera.
Si sentiva che quei raggi di sole avevano già messo in circolo nuova linfa, nuova vita.
Però quei raggi di sole, che lui aspettava e credeva fossero lì per lui, per qualche motivo che non afferrava, sembravano ritirarsi.
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12:05 PM
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Non correre a lavarti le mani subito dopo aver toccato polvere di stelle.
Non aver paura che ti possa scappare via, non temere che si consumerà.
Annusala, inebriati, lascia che faccia effetto.
Non farti troppe domande a cui non puoi dare risposte.
Se sei felice, continua.
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11:32 AM
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giovedì, febbraio 02, 2012
Il tempo mi rimane tra le dita. Suoni in sequenza sfumano in colori caldi, coinvolgendomi.
Chiudo gli occhi e respiro piano.
Rilascio attimi nascosti e mi preparo alla sublimazione del presente.
L'attesa, mia nemica, ancora riesce a darmi fastidio.
Respiro piano, ancora più piano, finché i colori si sovrappongono e le tonalità si accendono.
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10:38 PM
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mercoledì, febbraio 01, 2012
Lei gli chiese se poteva trasmetterle un pò di positività, perché ne aveva bisogno.
Si ritrovò a pensare che era una delle più belle richieste che gli fosse mai stata fatta.
Sorrise due volte, ripensandoci.
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9:56 PM
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lunedì, gennaio 30, 2012
Ritrovare il sorriso, distendere il volto e muscoli troppo tempo contratti.
Sentirsi davvero bene, di nuovo.
Parlare, ridere, immergersi in discorsi con piacere, tanto da consumare le ore.
La bellezza della vita è sorprendersi ancora a fantasticare.
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9:53 PM
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domenica, gennaio 22, 2012
Vedendomi giù mi disse: "Ti manca?"
Un groppo alla gola. Feci di sì con la testa, non riuscendo nemmeno a parlare.
"Torna da lei felice. Ma felice davvero. E trasmettile tutta la tua gioia.
Deve essere gioia autentica, capace di passare da un corpo all'altro."
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7:27 PM
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Quello che ho capito è che per alimentare ogni giorno il mio spirito, devo prima passare per il cuore.
Nei sogni e soltanto nei sogni c'è la chiave di svolta.
Per vivere quella vita che solo pochissimi alla fine possono dire di aver vissuto.
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7:14 PM
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Anch'io, da grande, mi vedo altissimo.
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sabato, gennaio 21, 2012
Che poi a ben guardare è tutto molto più semplice rispetto alle proiezioni della nostra mente.
Nel bene o nel male è così.
Mi riscopro qui e adesso, a ritrovare gli accordi e gli arpeggi.
A volte ci chiudiamo nell'apatia più totale perché ci complichiamo la vita nella testa.
E smettiamo di cercare e provare nuovi ritmi e melodie.
Il percorso è difficile, perché le difficoltà ci sono e ci devono essere.
Ma intraprendere la strada no, quello è alla portata di tutti.
E poi ritrovi energie e convinzione.
Ritrovi pure il sorriso, perché nella consapevolezza e nell'agire senti un nuovo vigore.
Non ti senti inferiore a nessuno, perché capisci che dentro hai tutto quello che ti serve.
Dagli errori e dagli sbagli s'impara, ma s'impara di più guardando avanti, scoprendo il mondo che ancora non sai.
Scoprendo risorse e qualità che non eri sicuro d'avere.
Scoprendoti più sicuro.
Forse è per questo che la vita ogni tanto ci mette degli ostacoli lungo il percorso.
Per rimetterci in gioco.
Perché non possiamo morire davanti a uno schermo, senza nemmeno averci provato.
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11:37 AM
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mercoledì, gennaio 18, 2012
Movimenti impalpabili ed armonici che accarezzano l'aria.
Ali distese, ali finalmente spiegate in una danza felice, dopo una lunga attesa.
Resto con il naso all'insù, con gli occhi sgranati.
Mi riempio l'anima di quello che vedo.
Un'esplosione di vita, silenziosa come una farfalla felice, lasciata libera di volare.
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8:47 PM
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Stacco i piedi da terra e mi lascio sospeso, provo a volare. Mi spoglio e mi libero da sovrastrutture.
Sento qualcosa che scivola via, come un balsamo, dentro. Qualcosa che sanifica, che mi libera il respiro dall’ansia.
Il cuore ha bisogno di gioia, altrimenti gela di rabbia. La gioia di vivere, senza la quale è impossibile amare la vita. Non sono lontano da me stesso, lo vedo, mi incontro.
Gli ostacoli, le paure, le delusioni, i fallimenti e le resistenze sono fardelli di cui mi sono riempito le tasche. Ho messo catene ai polsi delle persone per sentirle vicine. Sensi di colpi inutili che gravavano con insensatezza negli occhi, nella testa e nel cuore.
Le difficoltà di essere uomo, affrontate con timore.
Riparto da me stesso. Da quello che amo di me. La felicità di stare al mondo, la gioia di farlo. La vita mi ha dato tanto e tanto devo dare alla vita.
Il sorriso è un inizio e un riflesso, una dichiarazione di intenti. Mi voglio scaldare di gioia, per rifletterla nella maniera più vera. La gioia che poi si trasmette e fluidifica attorno, si propaga e contagia.
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6:34 PM
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martedì, gennaio 17, 2012
Mentre mi consolavi e cercavi di rincuorarmi hai messo le mani sulle mie.
È stato bello risentire quell'incastro perfetto.
Lo risento anche adesso.
Mentre ti parlavi, interrotto da lacrime che uscivano via, mi hai preso la testa e mi hai abbracciato.
Ero confuso e turbato.
Non era possibile che stesse accadendo, sentivo tutto il mio corpo urlare.
Ti vedevo piangere e allo stesso tempo stringermi forte.
Non capivo, non riuscivo a capire cosa stesse succedendo.
E parlavo, raccontandoti tutto quello che pensavo di noi.
Poi mi hai baciato, un bacio dolce e delicato. Inaspettato.
Rivoglio quei baci perfetti.
Non volevo lasciarti andare. Non dovevo lasciarti andare.
Ho l'immagine fissa delle tue mani che si alzano piano.
E io non ho fatto niente per riprenderle.
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8:50 PM
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Ci sono momenti in cui manchi di più.
In cui mi accorgo che non ci sei più.
E sto talmente male che ti vorrei in qualsiasi modo indietro.
Perché da solo non ce la faccio.
Mi mancano i tuoi messaggi. Mi manca chiamarti alla sera e scriverti quando esco dal lavoro.
Mi manca sapere come stai e com'è andata oggi.
Mi manca sapere come stai imbastendo la relazione di architettura.
Mi manca sapere che ci sei.
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8:26 PM
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Tornassi indietro ti parlerei di più. Ti parlavo mandandoti messaggi e scrivendoti email, per sapere come stavi. Sono qua attaccato al cellulare e pc a vedere se arriva qualche segno da te.
Penso a quanto ci devi essere stata male. Però mi piacerebbe conoscere tutti questi aspetti, perché è vero che avevo lasciato andare il nostro rapporto su binari statici, ma perché penso troppo tra me e me le cose e così facendo sembra che non mi accorga di niente o che non ci pensi. Dovevo dirtelo che mi pesava non vederci durante la settimana, invece di chiederti timidamente ogni tanto se ti andava di vederci. Invece non te lo dicevo. Cercavo di fare altro e riempire il tempo. Su questo ho sbagliato. Poi mi sono impigrito e ho ceduto alla stanchezza. Su questo il lavoro è stato una mazzata forte. Poi gli orari diversi, ma che potevo benissimo far collimare in qualche modo. Tante piccole cose che ho sbagliato. Non te lo dico più per espiare una colpa, ma perché so che ho sbagliato. È tremendo, lo so che tante cose io le abbia capite solo ora. Lo so, sei arrabbiata con me per questo. Hai ragione d’esserlo. Perché anche se ti ho sempre trattata bene, queste cose ti ferivano, e per te questo significava non essere rispettata. Non ti bastavano i messaggi, i sabati e le domeniche. Non ti bastavano le vacanze. Non ti bastavano i regali. Volevi il quotidiano, volevi vivere con me la vita, che io fossi più presente. Era un tuo diritto. Non pensavo ad altro, anche se sembravo assente. Quando ho cercato di rimediare, perché da un anno a questa parte ti chiamavo di più, ti cercavo di più, sono diventato pressante. O meglio, questo era quello che mi dicevi. Questo mi ha spiazzato, perché non sapevo più cosa fare. Cercavo di fare una cosa migliore e peggioravo la situazione. Forse hai ragione che questa crisi doveva venire prima, molto prima. Ci avrebbe aiutato. Mi avrebbe aiutato.
Ci sono tante cose che ho sbagliato. Tante le ho capite troppo tardi. È come se mi avessi tolto un tappo e aperto gli occhi.
Non sapere quanto durerà questa pausa è un macigno che mi piega. Sai che non so aspettare nemmeno quando devo darti un regalo. Sto stringendo i denti. Mi pare di essere in attesa dell’esito di una visita e con l’animo rassegnato ma il cuore colmo di speranza. Non so se mi ami più. E questo fa davvero tanto male.
Perché se ho sbagliato tanto, sono comunque pronto a ricominciare partendo dal sentimento che provo e da errori che non posso più commettere. So bene che se mi concederai una nuova chance, non posso fallire o non ti vedrò più per sempre.
Scusa se ti scrivo ancora, ma davvero, non riesco a cancellarti e per quanto io mi imponga di stare lontano da te, non ci riesco. So che faccio peggio a scriverti, perché così facendo vedi che non riesco a stare senza di te. Ma è così.
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lunedì, gennaio 16, 2012
Adesso vorrei scappare via. Lontano.
Perché non vedo speranza.
Mi sento meglio per aver detto cose che avevo dentro, in pancia.
Però questo non mi aiuterà, lo so.
Ma è impossibile vivere senza di te.
E domani non sarà un giorno migliore.
Vorrei che tu fossi qui.
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Né arte né parte
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10:45 AM
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Non so se sei già sveglia.
Ti mando comunque il mio buongiorno.
Stamattina al risveglio il vuoto era sempre di più.
Più di ieri e meno di domani.
Nemmeno un giorno sono riuscito a resistere.
Mi manchi che non puoi nemmeno immaginare quanto.
Sono qua. Solo per te.
Solo per te.
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7:33 AM
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