mercoledì, febbraio 21, 2007

Il fuoco silenzioso accarezza la legna, la brucia, la consuma. Calore che si propaga denso nella stanza, il caminetto respira tranquillo. Gli obiettivi del tempo li lascio ai saggi: una candela accesa non può nemmeno intuire la grandezza del sole, ma una candela spenta, senza calore, cosa vive a fare?

domenica, febbraio 18, 2007

Certo, un attimo e poi basta. Un duplicato non ha senso, il ricordo è solo un vezzo, una foto a sedici colori alterata dalla mente. Troppo, troppo distante quell’attimo in cui, davvero, ebbi la certezza di capire che eri te.

sabato, febbraio 17, 2007

Davvero? Sì, davvero. Mi spazientisco quando non mi riconosco in me stesso. Perché tanto so che poi passa, tanto so che ci sarà un’altra volta e un’altra volta ancora. Ma intanto è così, ed è così per tutti. Ma, come tutti, mi ritrovo a chiedere: perché?

giovedì, febbraio 15, 2007

Non cambierei niente. Davvero. Alzo il volume della radio, la musica riempie l’abitacolo, non ci sono altri rumori. Le luci dei lampioni, a disegnare sull’asfalto cerchi gialli; i neon delle insegne che lampeggiano a tempo. Arrivo a casa, ma non scendo dall’auto, mi gusto gli ultimi 2 minuti di questa fantastica canzone. Guardo in alto, niente luna stasera. Poi mi accorgo che le stelle stanno danzando, seguendo il ritmo, in punta di piedi sulle pozzanghere in cielo.

martedì, febbraio 13, 2007


Si sogna in bianco e nero o a colori? Non ne ho idea, non ci ho mai fatto caso a dir la verità. Ultimamente poi, nemmeno ricordo dove e cosa ho vissuto durante il sonno. Al limite mi rimane stretta qualche sensazione, che il cervello non ha sfumato a dovere. Se mi fosse concessa la scelta, tuttavia, non avrei dubbi: preferirei sognare in bianco e nero. Non sono affatto un nostalgico, ma una foto e una pellicola in b/n emanano un fascino elegante di pura reticenza. Sì, mi piacerebbe, almeno nei miei sogni, essere protagonista di un’avventura in bianco e nero: avrei la sensazione di essere l’interprete, senza copione, di una delicata commedia, diretta con mano poetica da un malinconico regista innamorato.

venerdì, febbraio 09, 2007

Preferivo il Caso quando era confuso. Ora "gioca a dadi col mondo" in modo fin troppo cinico. Spero solo non sia stanco o depresso.

giovedì, febbraio 08, 2007

Senza farmi vedere osservo le mie mani, mentre lui, con le sue, esegue virtuosismi facendole scivolare rapide sui tasti del pianoforte. Mi ritrovo a pensare, mentre la melodia – davvero intensa anche per chi, come me non ha la sensibilità di capire certa arte – satura la stanza, che le mie mani assomigliano incredibilmente alle sue, solo e solamente quando le sue sono ferme.

sabato, febbraio 03, 2007

L’altra parte del cielo è un metro di blu, un po’ più in là di casa mia, non proprio sopra la mia testa. Tutto il resto dell’infinito, inizia un po’ più in là di quel che vedo ogni giorno.

mercoledì, gennaio 31, 2007

“Ma un po’ di spirito critico ce l’hai dentro quella testa?” mi fa lei senza giri di parole. “ti facevo più sveglio, più pronto… invece, scusa se te lo dico, la tua intelligenza è utile quanto una porta antipanico chiusa a chiave quando c’è un incendio…” la guardo, non voglio raccogliere la provocazione, non m’interessa lo scontro. Ormai da qualche anno, quelle quattro volte in cui per sbaglio ci si trova, si finisce sempre col litigare, ma oggi non ne ho proprio intenzione, sono di buon umore e non mi voglio rovinare la giornata a causa sua. “Non mi ero mai accorto che le porte antipanico avessero delle serrature interne…pensavo si potessero chiudere solo dall’esterno…non si smette mai d’imparare…” la butto là, tanto per sdrammatizzare, tanto per dire qualcosa di simpatico e smorzare i toni. Ma l’ironia non viene percepita, anzi nella sua testa diventa subito sarcasmo. Mi guarda con due occhi da lupo affamato, mentre un sorriso amaro le compare sulle labbra. Si avvicina di appena un passo e rimane a circa un metro da me. “è impossibile parlare con te, impossibile, io…io… lasciamo stare…meglio che stia zitta…”. Spero sia di parola. Purtroppo non riesco proprio a trattenermi – giuro che lo volevo – e accennando la migliore delle mie espressioni me ne esco con un: “Guarda che ci conto!”.

lunedì, gennaio 29, 2007

Il privilegio di essere un pensiero è quello di infischiarmene del caos o del vuoto che c’è attorno a te, o dentro di te, data l’assoluta libertà di cui godo: da un momento all’altro posso vivere o sparire, nascere o fiorire in uno spazio circoscritto quale il tuo cervello. Tu puoi solo chiamarmi in causa, ma non penserai davvero di potermi addomesticare: se lo credi è perché io ti illudo che sia così. Hai mai provato a non pensare? Ti invito a tentarci, vedrai che non ti sto affatto mentendo.

giovedì, gennaio 25, 2007

Tempo da neve, mentre la mattina si scioglie. Mi trovo a pensare che anche un'anima calda a volte si perde, quando smette di volersi bene.

lunedì, gennaio 22, 2007


Ho voglia di cambiare, davvero. Ma da bravo insicuro, sto ancora scegliendo quale parte di me abbandonare per prima.

giovedì, gennaio 18, 2007

La strada dissestata, ma tutta dritta, senza curve. Le linee bianche che delimitano la carreggiata le devo ricostruire con la fantasia, quella al centro è una linea di colore impalpabile sull’asfalto. Un elemento fuori posto che all’apparenza non è tale, non catalizza l’attenzione. Penso alla traslazione di un fatto in opinione, allo snaturare di una realtà in qualcosa di volatile, al volgere in soggettivo l’oggettività. La metamorfosi in negativo di una immagine, che dopo tale processo diventa irriconoscibile. Al fatto che non tutto possa essere interpretabile e confutabile, ma l’editing mentale al quale siamo sottoposti altera notevolmente la nostra percezione. No, non è un raggio di sole quello che mi abbaglia, è solo un laser giallo puntato dritto negli occhi.

martedì, gennaio 16, 2007

A volte mi viene il dubbio che l'uomo nel tentativo di copiare la nebbia abbia dato vita allo smog.

lunedì, gennaio 15, 2007


Stamattina quando ho aperto gli occhi i miei pensieri erano già svegli. Per non deluderli, ho lasciato sul cuscino quel che era rimasto incompiuto nel mio ultimo sogno, il quale, sfumando mentre mi stavo destando, ha concesso di sè una vaga sensazione, non un nitido ricordo.

mercoledì, gennaio 10, 2007

La differenza tra sogno e speranza è la stessa che passa tra acqua di fiume e acqua di mare.

martedì, gennaio 09, 2007

Il grillo parlante era completamente ubriaco. Distrutto dall’alcol. Cantava, anzi biascicava, qualcosa di incomprensibile. “Ma dove caspita eri finito? Ti ho cercato per ore…avevo bisogno di te, di un tuo consigl..MA COME DIAVOLO SEI RIDOTTO?! Sei in condizioni pietose… e tu dovresti essere la mia coscienza?”gli dissi con insolenza e rabbia.
“Senti, fottuto pezzo di legno” mi fece lui senza nemmeno alzare troppo il tono della voce ”io manco volevo essere la tua coscienza, l’ho fatto solo per un misero stipendio e un permesso di soggiorno, e per tuo padre, che mi faceva pena. Non mi hai mai ascoltato, hai fatto sempre di testa tua” continuava a parlare, mentre avvertivo l’odore del suo alito pestilenziale ”umiliandomi e considerandomi come un povero cretino, oltre a fare esattamente l’opposto di quel che ti dicevo! E per una volta che non sono stato al tuo fianco, brutto imbecille di un burattino, vieni pure a farmi la predica?”. Mezzo passo in avanti, o meglio, di sbieco, per poi riprendere ”Sai cosa ti dico… io con te ho chiuso. Quando vedi la tua amichetta vestita di blu, sì.. dai… la fata, dille che mi sono licenziato…e che non mi cerchi più. Buona fortuna... Io me ne torno nel Paese dei Balocchi!!!”.

venerdì, gennaio 05, 2007

Completamente assuefatto. Nemmeno mi muovo. Una scrollatina alla coscienza? Se proprio devo. Non è possibile. Un raggio di sole intercetta lo schermo del televisore, sintonizzato sul telegiornale e si bagna di rosso. Le solite immagini. [Persone, decine, centinaia, migliaia, - quante sono? - falcidiate da fame, sete, miseria, guerre, raffiche di mitra. Padri che ammazzano figli che uccidono madri che annegano vite strappate alla vita. Proiettili, lame, coltelli, oppure mani per un regolamento di conti, una vendetta, una gelosia. Rapine che sfociano in giochi a somma zero, stupri e ancora violenza, tanta, troppa ignoranza. Pazzi che lanciano massi, che infrangono cristalli, sogni, famiglie. Pazzi che esplodono, che si fanno esplodere, che presentano il conto a chi non c’entra niente con la follia. E quando non basta, ci pensa un’onda a far piazza pulita. A volte in meno di mezzora, prima dello sport, esclusa la pubblicità]. L’indifferenza, la mia intendo, la dice lunga: nemmeno alzo la sguardo, mi limito ad ascoltare, nessun interesse, nessuna reazione: mangio tranquillamente col consueto appetito. Il degrado, la deriva sta qua. E poi, e davvero si sfiora il delirio, l’immagine del dolore di un gatto, cane, cavallo, zebra, giraffa o cosa caspita sia mi fa quasi compassione. Pazzesco. Ma dov’è finita la mia coscienza. La prenderei a schiaffi da solo.

giovedì, gennaio 04, 2007

No, lascia stare la ricerca della verità, lasciala dov’è. Un disilluso non è più felice di un sognatore, una manciata di cognizione di causa non fa la differenza. Preserva l’ingenuità di credere alla realizzazione delle aspettative e che i desideri abbiano un seguito. Almeno questo ti da la forza di provare. I grandi non sanno più di quanto tu saprai quando sarà ora.

mercoledì, gennaio 03, 2007

Apro le mani, non voglio stringere niente, distendo le dita e il palmo. Possedevo polvere perché a forza di stringere i pugni per non lasciar scappare niente, niente stringevo se non una manciata di polvere.