Non posso fare nient'altro che scriverti.
Non mi resta altro da fare. Non ho più armi, non ho più munizioni.
Mi resta solo quello che provo per te, mi resta solo un sentimento forte, che mi chiede di fare tutto il possibile, e se possibile di più per non lasciarti andare.
Se c'incontrassimo oggi ti sceglierei ancora. Se potessi, ti vorrei conoscere una volta di più. Cerchierei la parola 'Jolly' più forte in modo che tu la possa vedere.
Se c'incontrassimo oggi ti direi che sei la ragazza piu bella che io abbia mai conosciuto e vorrei uscire con te, per la prima volta. Forse ti porterei al cinema, e ti vorrei baciare. Fin da subito.
Se c'incontrassimo oggi sarei geloso degli sguardi degli altri ragazzi sul tuo corpo, perché desiderano solo quello, mentre tu sei di più, ben di più.
Se c'incontrassimo oggi non usciresti più dai miei pensieri, e ne sarei felice.
lunedì, gennaio 02, 2012
Si, ti concederei tutto quello che vuoi. Anche una pausa.
Per te arriverei a tanto.
Potrei andare contro a me stesso.
Potrei andare contro quello che credo, perché credo più a te che a me.
Però ho una così tanta paura di perderti. Così tanta paura di perderti che solo a pensarci è un dolore così forte da fare male. Ti vorrei sempre con me.
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
8:59 AM
0
commenti
venerdì, dicembre 30, 2011

Tratteggiava il contorno di un cerchio ripassando più volte sullo stesso punto. Più e più segni a ispessire la linea, a creare un solco sulla carta.
Inconsciamente con la penna a sfera faceva quello che la mente stava facendo con quel pensiero: ci tornava continuamente sopra, lo ripassava, lo riprendeva nervosamente.
Toglierselo dalla testa era impossibile.
Era come sperare di rendere limpido il cielo soffiando con la bocca a pieni polmoni contro le nuvole.
Il volo procedeva tranquillo. Sconnesso da ogni forma di comunicazione, se ne stava lì a guardare negli occhi il cielo, mentre il sole stiracchiava i primi raggi, facendo perno sulla curvatura terrestre per spuntare all'alba.
Non gli era indifferente volare, ma ne era comunque affascinato.
In quei momenti di stupore, i suoi quasi 40 anni erano tali solo anagraficamente.
Poi, come la punta della penna riprese velocemente a ripassare la semi-curva del cerchio, così automaticamente tornò a pensare che stava tornando da lei.
Messo da parte l'orgoglio, messa da parte l'ambizione, stava tornando da lei.
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
9:53 PM
0
commenti
giovedì, dicembre 29, 2011
Title: Moonlight
Sedeva lontano dalla finestra, ma poteva scorgere la nuova strada regionale e il traffico di ritorno, verso casa.
I fari delle auto disegnavano dinamici coni di luce che si intersecavano con i semicerchi gialli dei lampioni sull'asfalto.
Cosa rimane di una giornata vissuta come un passeggero?
Cosa lascia dentro la ripetitività di azioni troppo uguali le une alle altre?
Il nero del cielo esaltava una splendida luna, padrona della scena.
Si ricordava quel primo componimento, scritto a 10 anni, di getto, per gioco. "La luna, che nel cielo è la più luminosa, seguita da una scia di stelle, all'alba si riscopre umile."
Non aveva il carattere per essere una stella o la Luna, ma non voleva nemmeno essere un cono di luce proiettato da un lampione sull'asfalto.
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
8:39 PM
0
commenti
lunedì, settembre 05, 2011
Non possiamo essere sinceri, perchè saremmo cattivi e taglienti. Non possiamo fare quello che vogliamo, poichè risulteremo offensivi.
Hanno sbagliato nel corso dei secoli a scrivere una morale che non ci appartiene, se, a quanto sembra, è così difficile rispettarla.
Ci piace essere succubi dell'amore, completamente anestetizzati al resto del mondo.
Vorremmo esserlo sempre, e questo ci condiziona.
Non sta a me fare considerazioni sull'amore, sulla vita e in generale sull'essere o non essere coerenti come persone rispetto al sentire comune.
Posso però esprimere il mio punto di vista sullo scollamento tra la direzione impostata e pianificata e la direttrice attuale. Un punto di fuga.
La mia giovinezza sta lasciando il posto all'entrata nell'età adulta. Un tempo alla mia età i giovani erano già vecchi, consumati dalla vita.
Oggi siamo in stand-by, pronti ad accenderci come gli schermi dell'ipad.
In stand by, perchè la società ha fallito i suoi obiettivi e noi siamo vagamente illusi che questo non sia vero. In stand by perchè non sappiamo interpretare i segnali di pericolo, nessuno ce l'ha mai insegnato.
Mi immaginavo diverso da adulto. Immaginavo sarei stato diverso, più adulto e meno me stesso.
Più capace di scelte e responsabilità, più coraggioso e meno emotivo.
Ricordo da bambino i discorsi dei grandi. Non mi appartenevano, non li capivo e in generale mi annoiavano. Troppo seri: io avevo solo voglia di giocare.
Oggi quei discorsi dei grandi non ci sono più: i grandi non fanno più discorsi da grandi.
Solo i vecchi sono rimasti vecchi, con le loro facce aspre.
Ci sono arti che sono tali solo per chi le pratica. Per tutte le altre persone sono vizi di persone annoiate.
Ci sono persone che appartengono all'umanità e persone che si nascondono da essa. Le prime sono le persone che osano e che vivono, le seconde sono le persone che temono e che sopravvivono, finchè dura.
Lasciamo spazio all'amore, che distrugga, sanifichi e purifichi tutto quello che trova e lasciamo spazio all'arte, intesa come qualsiasi forma d'espressione capace di farci sentire degli essere umani vivi. Ci sono parole, canzoni, libri, frasi dipinti, sculture, installazioni, occhi, labbra e movimenti che mi scuotono e mi rianimano, e che mi fanno capire che il futuro non sarà sempre un domani da posticipare.
Non si può rimandare la vita, non si può rimandare l'amore.
Se serve un punto di fuga, non cerchiamo una direzione, non la troveremo. Lasciamo tutto e partiamo muovendoci anche di un solo passo.
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
11:32 PM
0
commenti
martedì, agosto 02, 2011
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
8:20 PM
0
commenti
lunedì, agosto 01, 2011
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
10:22 PM
1 commenti
venerdì, luglio 22, 2011
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
3:13 PM
0
commenti
mercoledì, luglio 20, 2011
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
8:02 PM
0
commenti
martedì, luglio 19, 2011
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
6:23 PM
0
commenti
venerdì, marzo 18, 2011
Title: Midnight sun, the perfect soundtrack and a missed dog. [Il sole di mezzanotte, una perfetta colonna sonora e un cane scomparso.]
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
9:46 PM
0
commenti
lunedì, febbraio 21, 2011
Titolo: Autoritratto. Momento di lucida difficoltà.
Poi riprese il suo discorso, momentaneamente sospeso.
“E a un certo punto si diventa schiavi. Schiavi del proprio lavoro, schiavi del quotidiano, schiavi della propria stanchezza. Ti resta quel peso sullo stomaco che sono tutti i tuoi sogni che si ammassano lì e sedimentano. Rimangono fermi nello stomaco, pesanti e spigolosi.”
Un’altra boccata densa di fumo. “Ho studiato tanto, facendo sacrifici, facendo fare sacrifici ai miei genitori. Mi sono sentito in debito con loro e ambizioso in un sistema in cui molte persone in gamba non ce la fanno.” “Ho sentito dentro una rabbia e una forza per cercare di emergere, per cercare di farmi valere.”
Lo guardavo e per certi versi mi ritrovavo dentro ai suoi discorsi. Lo potevo capire.
Però non volevo abbandonare i miei sogni, non volevo lasciarli cadere giù in fondo allo stomaco, non volevo ridurmi in schiavitù di un sistema che implode.
Pensavo al mio libro, alle pagine che continuavo a scrivere tutte le sere prima di prendere sonno, ai pensieri sconnessi che non pubblicavo più sul mio blog, ma che continuavo a buttare giù su pagine digitali.
“E sai la cosa buffa?” la domanda mi sorprese, mentre ancora ero perso nei miei pensieri.
“No” dissi io, o meglio, abbozzai con la testa scuotendola lenta.
“Ho smesso di comporre i miei brani di musica elettronica perché non avevo un software nuovo che mi avrebbe permesso di fare degli arrangiamenti in maniera più agevole…” si mise a ridere.
“In realtà il software era solo una scusa, una giustificazione che davo a me stesso per sentirmi meno in colpa. La verità era semplicemente che avevo smesso di sognare”.
Aveva ragione. In definitiva dovevo riappropriarmi di me stesso, prima di potermi riappropriare di tutto il resto. Si deve sempre partire da se stessi, poichè siamo l'inizio e la fine dei nostri sogni.
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
9:31 PM
1 commenti
martedì, febbraio 08, 2011
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
11:05 PM
0
commenti
sabato, febbraio 05, 2011
Title: Pensiero laterale. Evasione da un tentativo di risoluzione dei problemi. (Lateral thinking. Escape from trying to find solutions for many problems.)
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
10:53 AM
0
commenti
martedì, dicembre 28, 2010
Title: Seduction. Post Enlightenment.
Libero di essere sedotto da qualsiasi oggetto, da qualsiasi moda, da qualsiasi futile e accattivante inutilità.
Libero da ricatti morali, libero da qualsiasi forma di oppressione sociale, nel pieno rispetto di qualsiasi altra persona.
Me ne frego semplicemente. Senza rabbia, con molta calma. Con ironia.
Mi smarco dall'èlite di intellettuali snob, fermi e bloccati a quello che era ieri e mi sento distante dal populismo selvaggio che denigra la cultura, vista come una triste perdita di tempo.
Non mi sento battitore libero e non mi reputo diverso. Non mi sento migliore, né inclassificabile.
Ma per una volta non mi sento indeciso nel non sentire bisogno di una categoria tra cui rientrare.
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
10:38 PM
0
commenti
martedì, novembre 09, 2010
Title: Autumn.
Non ci sentiamo molto coinvolti da tutto ciò.
Per noi è soltanto un semplice esercizio di stile.
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
10:43 PM
0
commenti
giovedì, novembre 04, 2010
Title: Coffee break
Non c'è filo che possa tenere stretto il tempo.
Il tempo è una lama.
Lascia correre i secondi, non puoi fermarli e nemmeno rincorrerli.
Ieri e oggi sono lo stesso frammento in una stanza senza finestre e senza lancette.
Esci e colora la vita.
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
10:47 PM
0
commenti
mercoledì, ottobre 06, 2010
Title: Tomorrow.
Ci sarà qualcosa. Non abbiamo mani per prendere sogni, non abbiamo gambe per rincorrere attimi.
Ci sono nuvole che portano pioggia. Non le so interpretare. Spero di avere l'ombrello a portata di mano.
Ci sono squarci di sole che illuminano finestre opache. Illuminano le ombre, le appiattiscono. Guardiamo a domani.
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
10:26 PM
0
commenti
mercoledì, settembre 15, 2010
Title: Emergency stop.
Continuo? Continuo.
Certe immagini non mi riescono più facili, probabilmente ho perso vista.
Pubblicato da
Né arte né parte
alle
8:46 PM
0
commenti











