venerdì, giugno 15, 2007

Title: (y)our Culture

La cultura è qui ed ora perchè in un Paese libero ognuno può leggere un libro, guardare un film, ascoltare una canzone. È qui ed ora perchè posso alzarmi da questa sedia e andare a Venezia a vedere la Biennale, a teatro, al cinema o in circolo di fotografia.

La cultura è liquida e la cultura è libertà, anche se da questa dipende.
La cultura è viaggiare, sentire, toccare, ascoltare, interpretare e rielaborare. Pensare e parlare.

Anche la televisione a suo modo, ogni tanto, è cultura. Intendo dire... non soltanto quando è spenta.

6 commenti:

Lorenzo ha detto...

Vedi però vedere un film, leggere un libro, ascoltare una canzone... si è sempre legati al messaggio che l'ideatore vuole passare. E se questo fosse tendenzioso?
La culturà è manipolata e non esistono paesi liberi. Anche i pensieri sono legati al luogo da cui provieni, la cultura è un fatto di paese e il metro con cui misuri la cultura è quello che ti è stato educato dal tuo paese.

gianluca ha detto...

oddio, mi sembra un pò troppo forte questa presa di posizione.

se esistesse un solo libro, una sola canzone e un solo film la penserei esattamente come te. dove c'è libertà di scelta no (se non sbaglio esistono miliardi di libri, miliardi di canzoni e miliardi di film).

è ovvio che c'è un legame con chi comunica un qualcosa, è naturale e implicito questo link (e mica è un male!): ma per lo stesso motivo io dovrei essere un manipolatore di teste, solo per il fatto di esprimere i miei pensieri liberamente!

Lor5enzo ha detto...

Non dico questo, dico solo che la cultura come la viviamo noi non è un qualcosa di alto, sopra le parti, ma molto base e "drogata" comunque da che la comunica.
Vero è che leggendo più libri, ascoltando più canzoni...e in generale diversificando le fonti si può arrivare a un buon livello.
L'unica cosa che non possiamo cambiare è l'imprinting che riceviamo fin da bambini, imprinting che dipende dai genitori e dal luogo di nascita.
Questo imprinting ci fa giudicare più o meno libera la cultura degli altri senza realmente nessun dato di fatto.

gianluca ha detto...

la conoscenza tacita insita in un luogo è fonte di conoscenza stessa e differenzia le tradizioni e i modi di pensare di un popolo rispetto a un altro.

Non è un limite, è una differenza positiva, una forza.

Poi subentra il relativismo culturale, tale per cui non riesco a capire fino in fondo la distanza tra i miei usi e costumi e quelli di un'altra cultura. e fonte di tensione interrazziale in molti casi.

ho a disposizione la cultura, nelle sue forme più diverse, codificate o meno, per diminuire questa distanza.

Se io leggo libri di un'altra cultura, questo rifletterà i cromosomi di quella cultura e io apprenderò delle differenze.

Tieni conto che io posso essere nato in questa società e criticarla, non solo lodarla.

Come vedi, il fatto di nascere in un posto, se da una parte ti fornisce sicuramente delle peculiarità legate al posto stesso (usi e costumi derivanti da secoli di storia connessi alla terra stessa) non è di per sè un limite.

L'unico limite è in quei posti in cui l'accesso alla cultura, in ogni sua forma è mediato da dittature e regimi, in cui la pluralità di voci non può essere rispettata. in quel caso la distanza tra una cultura e l'altra aumenta.

Credo che la televisione oggi, in Italia sia mediocre, scialba, e troppo "bassa". Lo dico da ignorante, quale mi reputo, non da persona snob.

Sembra un luogo comune ribadirlo, ma molti programmi interssanti sono in seconda terza fascia, inavvicinabili per persone normali con la sveglia puntata alle 6 e mezza. è sempre possibile spegnerla , in ogni caso (la tv intendo, non la sveglia).

ecco, ammetto che mi indigno ancora quando l'informazione è palesemente
lontana dai propri obiettivi: pur considerando un'utopia l'imparzialità (nessuno è imparziale) e la verità (in molti casi impossibile da determinare) certi circhi mediatici sono davvero
degni di contorsionisti della notizia... machissenefrega del cane
zoppo senza padrone o dell'ultima moda dell'estate quando muoiono delle persone senza un motivo e un'ecosistema intero che non si regge più in piedi!

Lorenzo ha detto...

Credo che potremmo discorrere ore a riguardo senza arrivare a un fine.
Tu dici che si può essere "liberi" diversificando le fonti, io dico che "liberi" non lo saremo mai anche avendo a disposizione tutte le informazioni del mondo.
Bene o male siamo sempre e comunque sovrastrutturati da una rete di pensieri che delimitano, o limitano, il nostro modo di percepire le cose, è una specie di "preferenza" per un certo tipo di problemi e soluzioni rispetto a un altro.
Magari la prossima volta che ci troviamo possiamo parlarne ancora, magari davanti una bella birra!

gianluca ha detto...

ciao Lorenzo!
ok, volentieri...e mica per forza bisogna pensarla allo stesso modo, no?

ciao!