sabato, giugno 03, 2006



“Portami a casa!” mi fa lei, schiumando rabbia.

“Perché?” farfuglio senza convinzione, preso alla sprovvista.

“Come perché?! È da venti minuti che scrivi messaggi e continui a controllare lo schermo di quel maledetto cellulare.. e non mi degni di uno sguardo…”

Rifiata un attimo per poi riprendere: “…E quando alzi gli occhi cosa fai?! Ti perdi nella scollatura della camicetta della cameriera…”

Mi fissa con aria di sfida, io non so che dire, mentre con codardia faccio scivolare in tasca il cellulare. Nemmeno il tempo di pensare ad una risposta che riattacca: “Anzi… te la chiamo io la cameriera, così te la gusti da vicino.. vediamo se hai almeno il coraggio di chiederle il numero..”

“CAMERIERA! CAMERIERA SCUSI…” inizia a gridare, mentre le persone nel locale si voltano. Mi sento sprofondare. “Ma sei impazzita?” e cerco di abbassarle il braccio che agita in aria per richiamare l’attenzione, come se non le bastasse la voce…

“Ma con chi sono uscito stasera…con una pazza?!” penso e intanto rinuncio a placarla, mi metto le mani nei capelli, chiudo gli occhi, mi premo con i polpastrelli le palpebre…li riapro…5:35…tutto buio…silenzio…“…che sogno cretino!”

6 commenti:

Pinella ha detto...

Ma questo era veramente un sogno o stai tentando di scrivere un libro?
Se era un sogno vero, penso che tu abbia qualche problema con le ragazze, tipo ti perdi in cose inutili invece di fare quello che lei si aspetta, mentre se stai scrivendo un libro, non è male, continua!

Pinella ha detto...

Carino anche il post:"vendo il tempo etc.,..."

gianluca ha detto...

...beh, ti ringrazio per l'incitamento...e che sei tornata a fare un giro da queste parti!

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