giovedì, marzo 29, 2007

Iniziò a sfiorare l’acqua con le dita, solo per il piacere di vedere la superficie liquida incresparsi con una carezza.

Da cosa sono rappresentato? Dalle mie parole, dalle mie scelte, dai miei pensieri, dai miei paradossi o dai miei compromessi?”.

Si girò verso di lei, ma senza attendere risposta. Sorrise a entrambi.

No, non pensai alla sua domanda, almeno non subito. Ero rapito dai cerchi concentrici che scivolavano via, finalmente liberi, dal punto di contatto tra la pelle e l’acqua: i suoi polpastrelli avevano infranto lo stato di tensione che li costringeva a una quiete forzata: in quelle leggere oscillazioni ci potevo leggere tutta la sua immensa voglia di evadere dall'introspezione. Conoscevo bene la sensazione stretta, altrimenti detto bisogno o necessità, di condividere un paio di punti interrogativi, per dare respiro all'anima.

1 commento:

debora ha detto...

La condivisione di dubbi e incertezze avvicina molto due persone, se poi i punti interrogativi sono gli stessi per entrambi, ci si sente meno soli e con un po' di coraggio in più per partire alla ricerca delle risposte..