venerdì, aprile 20, 2007

Che tristi gli addii mascherati da arrivederci… La sensazione di privazione, il distacco, la realizzazione che qualcosa cambierà nel quotidiano. La consapevolezza che sarà difficile tenersi in contatto perché la vita, gli impegni, il lavoro, noi stessi ci porteranno inesorabilmente qualche centimetro più in là. Arriverà il giorno in cui ci si potrebbe incontrare per strada e nemmeno conoscere.

È vero: l’amicizia non si misura in chilometri; e il non vedersi più come prima, ogni giorno, non è di per sé un ostacolo insormontabile alla volontà, se due persone ci tengono reciprocamente a quel che si è costruito.

Certo.. che strano guardare indietro e vedere come tutto sia stato naturale, senza imbarazzi né forzature, tutto tremendamente semplice; accorgersi di come questo, solitamente, quasi mai avviene.

La sensazione di empatia
, quando si prova, mette i brividi, al punto che, quando si realizza che non la si potrà più provare, può lasciar spazio a un quesito del genere: meglio non aver mai conosciuto una simile persona, dato che non avrai più modo di vederla in futuro, o essere felice e riconoscente alla vita perché te l’ha fatta, per quanto poco, incontrare?
Visto che quasi mai abbiamo facoltà di scegliere, quando capitano queste opportunità, accettando i disegni del destino, del caso o di Dio, non resta che ritenersi fortunati, perché non a tutti è concesso un simile dono.

E, con tutta onestà, se avessi avuto la facoltà di decidere, avrei scelto, senza ombra di dubbio di incontrarti.

1 commento:

debora ha detto...

beh,anche se non so a cosa tu ti stia riferendo in questo caso specifico, credo sia inutile dire che io avrei scelto la stessa cosa..a presto!