lunedì, gennaio 09, 2012



Passava questo sole nel mio cielo.
E già si allungava in lunghi sbadigli incollati come ombre nere ai piedi degli edifici.
Non mi dilungai molto.
Come una piccola ape sospesa a mezz'aria mi sorprendevo a sorprendere piccoli fiori timidi di cui non ricordo il nome.

Decisi di uscire allo scoperto.
Era notte. Era buio.
Nessuno mi poteva vedere.

Estrassi dalla tasca un pennarello e iniziai a disegnare il mio piccolo mondo.
E lo colorai tutto, perché i colori riempiono gli spazi tristi.
Poi feci il bordo, lo marcai bello spesso. Lo feci visibile perché il bordo in realtà non esiste.
Richiusi il pennarello ed entrai.

Mi ricordo che da bambino le giornate erano lunghe lunghe e mi bastavano.
Anzi, forse erano quasi troppe.

domenica, gennaio 08, 2012

Successe così e successe per caso.
Ma non successe subito.
Ci fu del tempo in mezzo, chissà poi perchè.

Si conobbero che già si piacevano, ma quando ci si conosce per la prima volta bisogna stare attenti perchè ci si può sbagliare.
Ognuno mostra la miglior faccia e qualcuno anche l'espressione più bella.

Poi, poi è stato un susseguirsi di scoperte, piacevoli.
Non è solo questione di stesse passioni e stessi interessi.
C'era un qualcosa di più, e si vedeva.
Se ne accorsero pure i bambini che c'era qualcosa di più.

La cosa più bella è che quando si presero poi non si lasciarono più.
Non passò giorno.

I tempi felici, si sa, sono come i castelli di sabbia ben riusciti: belli, bellissimi, ma fragili, tanto fragili.
E capita di sedersi a guardare questi castelli e voltare le spalle al mare, non vedere l'alta marea.

Tutto e sempre gioca contro, ma questo è normale.

Però l'essenza stessa della vita sta in questi cstelli di sabbia.
Se fossero di cemento, non avrebbero lo stesso effetto.
Se non fossero costruiti in riva al mare, non avrebbero la stessa poesia.

Basta avere cura, custodirli.
Non avere paura del mare nè sottovalutarlo.

I castelli di sabbia possono avere salde fondamenta.
E se il vento porterà via qualche guglia, ci sarà modo di ricostruirla.
Anche meglio di prima.




Il fatto di non potere fare niente mi spacca.
Non so cosa farei per aiutarti in questo momento.
In primis mi prenderei il mal di gola e il male all'orecchio, almeno non avresti fastidi.
Sono sicuro delle tue capacità, sono sicuro di te.
Vorrei fartelo capire, adesso.

Vorrei farti provare quella sensazione di quando mi dicevano da piccolo: "Tranquillo, va tutto bene".
E io mi fidavo, perchè sapevo che sarebbe andato tutto bene.

Va tutto bene, vedrai che ce la farai!
Sei troppo brava.

Aspetta.
Adesso mi smonto e mi rimonto corretto.

Nacqui libero, me ne devo ricordare.

Ci sono pensieri che sono immuni alla domenica mattina.
Andrebbero staccati il sabato sera.

Sì, lo so, scusa.
È che vorrei tu fossi già sveglia.
Vorrei fare colazione assieme, anche se parlo troppo e appena sveglia un pò non ti va.

E poi, dentro a un sogno, come posso farti capire quanto ti voglio bene?
Forse ti prenderei la mano e ti chiederei: come stai?
Perché c'è una differenza abissale tra un normale 'come stai?' e il 'come stai?' che chiederei a te.

sabato, gennaio 07, 2012

Che ora segna un orologio al contrario?

Il freddo sembra non volerne discutere.

venerdì, gennaio 06, 2012

Hanno già srotolato la notte, fuori, nel cielo. Hai visto?
Spero passino ad accendere le stelle: a te piacciono le cose che luccicano.
Anch'io preferisco un cielo luminoso.
Fa più compagnia.

A volte inserisco una virgola, dopo la e.
Lo so, non si dovrebbe.
Però mi aiuta a staccare.
Cercherò di non farlo più.

Cosa vorrei lasciare dietro agli angoli?
Spigoli e altri angoli.

E un paraspigoli. Per ogni spigolo.

Ripasso mentalmente quello che vorrei dirti e scriverti.
Sorrido.
La caffettiera sta brontolando che il caffè è pronto.
Sciolgo tutto nella tazzina, aggiungo due cucchiaini di zucchero e mescolo piano.

Adesso prendo due maniglie, le attacco a terra e tiro su tutta questa nebbia.

giovedì, gennaio 05, 2012

Non voglio sporcare questo giorno scrivendo d'altro.

Accesi la luce.
Temevo di trovare tracce di affreschi, belli ma consumati.
Invece rimasi sorpreso: la vernice era ancora fresca.

Ed il disegno era bellissimo.