sabato, maggio 08, 2010
lunedì, maggio 03, 2010
Title: Lights. Goodnight moon.
Ancora un'altra luna. Non lo so perchè. Non c'è un motivo. Non c'entrano nemmeno i Pink Floyd.
Sinceramente di notte non passo il tempo col naso all'insù, non credo di essere particolarmente sensibile al suo fascino.
Mi piace più fantasticarla che vederla, mi piace più rielaborarla che guardarla.
Mi piace sentirla mia, mi piace godermela.
Credo sia fotogenica e magnetica. Le riconosco il fascino e l'eleganza della diva.
Resta impareggiabile nel modo in cui riesce a dominare la notte. Anche sulla carta.
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sabato, maggio 01, 2010



Title: First project to touch the moon.
Lentamente. Risate e occhi allegri. I minuti saltavano via direttamente di mezzora in mezzora, quasi di fretta. In tavola le bottiglie mezze vuote e il vassoio con il dolce, oramai ridotto a qualche brociola.
Una canzone dopo l'altra, una parola dopo l'altra.
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giovedì, marzo 25, 2010
Title: No photo blue. Nimbuzz.
"Ti sei persa nelle mie parole, nei miei piccoli scritti. Ma io non sono quelle parole. Sono molto di meno. Quelle parole sono il sedimentarsi lento di pensieri altrui riproposti e adattati. Sono un collage di letture ed esperienze, ma non sono altro che un derivato, un'elaborazione. Io purtroppo sono l'incoerenza che le genera e l'insicurezza che le fa crescere. Non sono molto diverso dalla moltitudine densa che ci attornia e che per niente disprezzo. Non sono di più e meglio, ma sono qui e adesso."
Sistemò la piega in modo da fare combaciare le due parti e glielo lasciò.
[Fede ha comentato]*
Lo lesse con calma, lo rilesse. Si soffermò un attimo ancora sul piccolo disegno che lui le aveva fatto prima delle parole cercando quel piccolo segno caratteristico: il pesce!
Le erano sempre piaciuti quei suoi piccoli scritti, le sue parole, i disegni. No, lui non era l'incoerenza, non era la moltitudine, quelli erano i suoi pensieri, la sua vita, il suo essere unico, qui e adesso.
Ripiegò il bigliettino su se stesso, facendolo combaciare con le pieghe che lui aveva fatto. Rivide quel piccolo ripensamento, una sorta di ricerca della perfezione e ci passò il dito sopra. Lui era già perfetto.
Prese la tazza con il caffè ancora fumante e si avvicinò allo stereo. Schiacciò il tasto play.
Relax, take it easy.
*grazie Fede!
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mercoledì, marzo 24, 2010

Title: Meredith's doubt. Meredith's cube.
Vuotopuntosilenziospazio.Controventovirgola,comeilventopunto.
Faccio fatica ad andare a fondo con me stesso, mi fermo appena due passi dentro.
Cerco però un sorriso e molto spesso lo trovo.
Credo ci sia un gran bisogno di questo, non a scapito di una ricerca interiore ovviamente.
(La confusione dei miei pensieri è data dalla volontà di non seguire un filo logico prestabilito. Mi scuso per questo).
A volte penso a quel foglio bianco e a quella gran voglia di riempirlo. Queste frasi slegate sono un pò come la volpe che diniega l'uva poichè non riesce a raggiungerla.
Credo che quella stessa volpe prima o dopo, magari aprofittando di una scaletta lasciata dal contadino, raggiungerà quei grappoli d'uva tanto desiderati. A quel punto scoprirebbe che l'uva non è un granchè, dal suo punto di vista.
Il contadino se la riderebbe, sorseggiando del buon vino.
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domenica, febbraio 28, 2010

Title: In a beat of wings
Un battito d'ali interiore.
Un fiume in piena canalizzato in un condotto troppo piccolo. Un'enondazione.
Ancora un altro battito e poi basta.
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giovedì, febbraio 18, 2010
Title: Very close, so close. Holes.
Penso che il cerchio non ha inizio e fine. Penso però che il compasso inizia sempre e comunque da un punto per tracciare un cerchio.
Nel momento in cui ho in mano il compasso me ne rendo conto.
Nemmeno il tempo ha un inizio e una fine. E non riesco a immaginare il compasso del tempo.
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martedì, febbraio 16, 2010

Title: Smile and smile and smile again.
Prova ad alzarti adesso e a sorridere alla prima persona che incontri. Vabbè se in questo momento non sei in compagnia di nessuno prova dopo, o domani. Lo farai? Non credo.
Allora sorridi alla seconda persona che incontri.
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giovedì, febbraio 11, 2010
Title: Message in a bottle. Man on the moon.
Spento. Soltanto un istante di vuoto.
Vuoto pieno di palpitante silenzio.
La bellezza confonde, seduce, diverte.
Il vecchio lesse l'inizio di quella che doveva essere una poesia, scritta da un nessuno qualunque probabilmente senza talento.
Passò avanti senza interesse, soffermandosi un pò più a lungo soltanto alla pagina dei necrologi, alla cronaca locale, alle offerte dell'ipermercato.
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mercoledì, febbraio 10, 2010

Title: You're welcome!
La mamma prese il bastoncino e soffiò. Le bolle, al solito, vissero per pochi secondi in modo felice.
Non avrebbe mai visto solo e soltanto acqua e sapone in quelle piccole sfere.
Gli occhioni del suo bambino, spalancati, seguivano quel volteggiare di riflessi. Le manine ferme a mezz'aria.
Fuori iniziava a nevicare.
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11:22 PM
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lunedì, febbraio 08, 2010
Title: The three eclipses
Sono molto sensibile alle sollecitazioni.
Mi fanno ridere.
Sono molto sensibile alle sollecitazioni.
Sono molto sensibile al solletico.
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domenica, febbraio 07, 2010

Title: Earth from moon... Where are our balloons going?
Quell’immagine come la pubblicità di un marchio non più in commercio. La promozione di un qualcosa che non esiste più. Comico no?
Una vecchia cassetta vhs contenente un film registrato direttamente dalla televisione. Un filmaccio oggi, ma al tempo mi faceva ridere, tanto bastava. E quelle pubblicità che ricordano quanti anni sono passati.
Le canzoni non hanno quell’effetto straniante, sono meno incollate al tempo, per quel che mi riguarda. Forse anche Bob Dylan suona attuale. Ciò che è quotidiano e contemporaneo, giorno dopo giorno, accumula inaspettatamente polvere. Dov’ero io, strato dopo strato?
Quel bambino e le sue sensazioni. Le sue aspettative. La sua voglia di primeggiare. I suoi occhioni azzurri. I suoi capelli! Com’è che dentro non sembra sia passato poi molto tempo nonostante dentro sia cambiato tutto?
Mi rimangono tutte quelle immagini sparse. Pubblicità sullo sfondo, come cartelloni sui quali appuntare fotografie di momenti quotidiani vissuti più o meno inconsapevolmente. L’insieme è una testimonianza in lontananza del mio tempo. Un punto di ripristino per i ricordi.
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domenica, ottobre 25, 2009
Title: Anonymous. The Night before.
Quelle imbarazzanti paure che diventano blocchi psicologici difficili da superare. Le parole non escono, si fa fatica a dare spiegazioni. Non ci sono vie di fuga, tutto è complicato.
La tranquillità per affrontare ogni problema, la forza per fare fronte alle difficoltà sono doti non comuni. Sono una persona normale ma non mi do per vinto.
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sabato, ottobre 24, 2009

Title: All the sky in a window, all my love
Leggerissime sfumature. Una corsa a perdifiato per liberare quel pò di cielo chiusosi suo malgrado al di qua della finestra.
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domenica, settembre 20, 2009
Title: The world is your oyster.
Modi di dire, parole veloci, battute pronte.
Strano a dirsi, rimase senza dire niente per tutto il tempo.
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11:36 AM
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martedì, luglio 07, 2009
Title: Rubik sky
Ancora suoni. Troppa fame, non ci devo pensare. Ancora parole. Me le potrei quasi mangiare.
Troppi rumori. Ascolto la pancia che si lamenta.
Il silenzio riempie la testa, un pezzo di pane lo stomaco.
Alzo il volume, sono pronto.
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martedì, giugno 16, 2009
Title: Where are you?
è un'opera d'arte, lo so. Ma l'emozione che ne ricavo va oltre. Mi regala la possibilità di evadere, di uscire. Incredibile. Quando intravedo la genialità la sensazione è quella di appagamento.
Non sento niente di fronte alle ninfee di Monet, mi spiace, mi lascio sedurre dalla poetica malinconica di Gonzales-Torres.
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giovedì, maggio 14, 2009
Title: Black
E così questa è la vita? Ed è tutto quello che abbiamo, in definitiva.
Non sembra vero. Non siamo pronti a certe notizie e non saremo pronti mai.
Ci rimane la speranza, vogliamo credere nel domani.
Ma certi disegni non li possiamo intuire. Oggi non ci vogliamo nemmeno provare.
Ci sono momenti in cui l'assoluto e il relativo sfuocano insieme, si sovrappongono e in definitiva perdono valore.
Forse perde valore anche il senso.
Resta uno sguardo, le parole, un sorriso e tanti istanti.
Messi in fila fanno una vita.
Non ti dimenticheremo mai.
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domenica, maggio 03, 2009
Title: A cloudy day, the sky outside the window, the sun and a kiss.
Lui la guardò chiedendole un sorriso. Non glielo chiese a parole, un sorriso non si può estorcere. Lo cercò con lo sguardo. Ne aveva bisogno.
Cercava un sorriso per sentirsi tranquillo, quasi una carezza, di quelle materne che danno conforto. Un sorriso per rasserenarlo e per sciogliere quel nodo allo stomaco.
Non si sorride a comando, lo sapeva. Ma quell'irrazionale bisogno non seguiva la grammatica della logica e della comprensione. E non accettava nè compromessi nè scuse.
Si trovò a guardare fuori dalla finestra.
Il cielo con qualche nuvola sopra i tetti delle case, quel leggero riflesso sulla finestra e il sole tiepido, ancora presente, anche se defilato.
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venerdì, maggio 01, 2009
Title: Losing my mind.
Lei lo guardò pensando che il suo futuro prendeva la rincorsa proprio da quei giorni.
A volte scorciatoie e deviazioni non sono distinguibili.
Pensò che a volte una porta chiusa può comunque essere aperta senza essere sfondata. A volte abbiamo le chiavi ma non mettiamo le mani in tasca per trovarle.
Pensò che lui non avrebbe avuto problemi a trovare le chiavi. Non si sarebbe fatto prendere dal panico.
"Bravo" pensò, "hai tutta la mia più sincera ammirazione. Io al posto tuo non ci riuscirei".
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