lunedì, luglio 16, 2012

Quel qualcosa che ti tratteneva, chissà se c'è ancora dentro di te.
Mi chiedo cosa fosse, cosa non ti abbia permesso prima di uscire.
Piccoli attriti interni, o il rumore del distacco.
Fa un brutto rumore vero?
Non preoccuparti, il tempo lucida anche i suoni. E poi sappiamo entrambi che il vintage è tornato di moda. Specie se in abbinata con i Wayfarer.

Difficile farne a meno.

Anche non pensarci è dura, lo ammetto. Vedila come una piccola grande soddisfazione che ti concedo. Anzi che ti sei presa, senza fare fatica.

Fossi in te ne sarei felice.
Sul serio.

Io invece devo uscire ad acquistare qualcosa. Sai che è il mio modo di reagire. Specie se la caviglia non mi permette di praticare sport.

Anzi, mi sa proprio che prenderò un paio di occhiali.
Prova a indovinare quali.

giovedì, giugno 21, 2012

Non trovavo niente di meglio da fare che crescere. Come un arbusto, ma rendendomene conto.

venerdì, giugno 15, 2012

Le acconciature nei miei ricordi non erano poi così male. Le fotografie, ingiallendo, sono meno comprensive.

martedì, giugno 12, 2012

Mia cara malinconia, l’allegria può alzare la voce quanto le pare e piace.

La tristezza è un insetto in un ambiente sterile.
Da scacciare via, per non rischiare di contaminare tutto.

Snocciolare dubbi, buttando via il guscio esterno. Affrontare il problema andando al nocciolo della questione.

I personaggi delle fiabe sono quasi tutti inventati. E gli animali non parlano. Per cui è utopistico pensare che il bene trionfi sempre.

Le mie risposte sono ben disposte, prossime alla via d'uscita. Le mie domande sparpagliate ovunque, come libri e vestiti in camera mia.

Parlo e straparlo, tra barriere e bandiere. Le note che sentiamo siamo noi che vibriamo, dentro. Non serve silenzio attorno. Bastiamo noi.

sabato, giugno 09, 2012

Sono qui. Ovunque immagini.

venerdì, giugno 08, 2012

Se di vita si tratta, non controllare l’etichetta con taglia e prezzo.

mercoledì, giugno 06, 2012

Guardavo in alto.

Un cielo troppo trasparente sopra di me. Non volevo lasciare una traccia d'inchiostro per aria, visibile a tutti.

Ho aspettato la notte.

In controluce, sfruttando il bagliore della luna, forse riuscirai a leggere la dedica di ringraziamento che ti ho lasciato.

lunedì, giugno 04, 2012

“Non puoi colpevolizzarla. Non ha colpe e lo sai”.
Già, lo sapeva anche lui che su questo punto avevo ragione.

Gli rimaneva l’amaro in bocca, perché gli era sembrata abbastanza surreale la scena.
“All’inizio della vostra storia, per poco non vi lasciavate perché lei pensava che quando scrivevi le tue canzoni non ti rivolgessi a lei, ma a un’altra persona. Ricordi? Tu le dicesti che non poteva farsi i film in testa.
Forse questa volta sei tu che vai oltre e travisi la realtà.”

Vedevo che era un po’ nervoso.
Cercavo di farlo ragionare, di riportarlo con i piedi per terra.
Capivo che finire una storia, anche se durata poco, non è mai facile, ma stavolta mi pareva davvero esagerata la sua reazione. Mi aveva detto che quella ragazza gli piaceva, che all’inizio aveva fatto di tutto per lei, ma che si era reso conto non essere la donna giusta per lui. Anche lei da quel che capivo non aveva sentito quel qualcosa in più sbocciare dentro.
Me l’aveva detto poco prima che si lasciassero. E si erano lasciati in ottimi rapporti, o così sembrava.

“Lei può fare quel che vuole, vedere chi vuole e uscire con chi le pare e piace. Non siete assieme” Glielo dissi schietto.

Lui lo sapeva, ma vederli assieme, dopo così poco tempo dalla fine della loro storia gli era sembrato la chiusura di un cerchio, quel pezzo che mancava. Il tratto che fa più male.
Anche se non era scattata la scintilla che entrambi si aspettavano, saperla già con un altro ragazzo, con cui aveva avuto una storia in precedenza, lo faceva stare male.
In cuor suo sapeva già come sarebbe andata a finire. Già li vedeva mano nella mano. Lui era così: andava sempre tre passi oltre.

“Magari sono usciti così tra amici. E non è che per forza lo stava rivedendo quando stava con te. Forse sei un po’ ingiusto con lei quando pensi questo.”
Sapevo che era quello il punto dolente, il sentirsi sostituito in così poco tempo, come se nulla fosse stato.
Lui stava già pensando che per rivedersi subito dopo la fine della loro storia, qualcosa ci fosse già prima, quando ancora loro si frequentavano. Per questo si sentiva preso in giro da una persona che comunque riteneva importante.

Mi faceva tenerezza e in parte capivo la sua delusione.
Una volta mi era capitato di trovarmi in quella stessa situazione, a ruoli invertiti. Ero tornato con la mia ex, lasciando una ragazza fantastica, che però non amavo. E sapevo che quella ragazza aveva davvero sofferto quella situazione, perché si era sentita usata da me.

“Non è la prima volta che lasci o vieni lasciato. Ci sei già passato diverse volte e sai bene come funziona.
Fidati, lasciala andare. È meglio per entrambi. Se non eravate innamorati, lasciatevi stare.”
Poi per tirargli su il morale gli dissi “E poi dai, a te le ragazze non sono mai mancate! So già che ti consolerai presto”.

Mi sorrise. Avevo fatto breccia nel suo orgoglio di giovane uomo ferito.

“Mi spiacerebbe perderla come amica” mi disse. “Non ero innamorato di lei, come invece credevo all’inizio. Eravamo troppo diversi. Ma è una ragazza con cui mi sono trovato bene e che mi ha aiutato. E poi era decisamente bella!”

Si accese una sigaretta.

“Dopo queste due ultime storie, qualcosa è cambiato. Forse sto invecchiando, ma sento oggi più che mai di volere una persona con cui costruire qualcosa di serio.”

“Beh, se la smetti di essere così rompipalle e incontentabile quando stai con una ragazza, forse ce la fai anche” continuai io, mentre appoggiato alla ringhiera del terrazzino di casa sua, guardavo negli occhi il sole, in un tramonto estivo decisamente riuscito.

“Già..hai ragione.. Sai cosa? Dovrei trovare una compagna, o un passatempo, al mio io ipertrofico, così da lasciarmi in pace e permettermi di godere la vita con una ragazza, senza avere in testa questo assillo che rovina tutto.”

domenica, giugno 03, 2012

Che delusione.
Mi sento sconfitto, beffato.
Stasera sono scappato via.

Mi pare di essere in un tunnel in cui la luce della via d'uscita in realtà è solo un'immagine idealizzata.

Capisco tante cose, ma a poco mi serve capirle adesso.
L'esperienza non serve.

'Che beffa assurda, che idiota che sono stato'. Questi pensieri non mi lasciano stare.

Ricominciare, ripartire, guardare avanti.
Inizio ad avere male alle ginocchia a forza di rialzarmi.

'È il mio anno' si disse.
Forse si sono sbagliati.


Il tempo che passa.
Mi restano una serie di tramonti, in fila indiana, ormai lontani di spalle.

Attacco una conchiglia all'amplificatore per sentire ad alto volume il mare.

Sentirsi come il puntino sopra la i. Sperando di non cadere. Convincersi che non può accadere. Sulla carta almeno.

Togliere i propri scheletri dagli armadi, per fare posto ai cappotti.


Tra i due mali, preferisco il colpo di fulmine.
Adoro gli inganni brevi, ma intensi.


A causa tua il mio mondo non sarà più una sfera perfetta.
Lo trasformerò in un cubo, con gli spigoli vivi.
Almeno dove lo metto, sta.


Gli sguardi da interpretare. Brevi, ma un po' più lunghi del solito.
Distratti, ma più insistiti del normale.

Ai cuori di pietra auguro tanto muschio sopra.

A volte le attese dovrebbero imparare ad aspettare, prima di iniziare a spingere forte.

mercoledì, maggio 30, 2012

Mi alzo in punta di piedi, per vedere fin da subito il domani.
Magari qualcosina riesco a scorgere, da qua.

Faccio l'orlo alla nostalgia.
Perché ogni tanto ci inciampo su, guardando indietro.

martedì, maggio 29, 2012

La vita in sé è un rigido gioco a somma zero.
Ma non siate calcolatori, non serve.
Tanto l’amore scombinerà tutti i vostri conti.

Ai tempi del liceo uno studio di funzione era così banale rispetto alla difficoltà di reggere lo sguardo della ragazza di cui eri segretamente innamorato.

Togliere delicatamente quel velo di malinconia dai tuoi occhi e strizzarlo via, prima che diventi tristezza o calcare.

Se i sogni sono dolci, al risveglio, fai subito una sessione di addominali per rimediare.

Le mie storie non finiscono. Semplicemente continuano altrove.

sabato, maggio 26, 2012

Spesso sogno di essere un funambolo capace di camminare su un filo sospeso nel vuoto.
Poi mi sveglio con la nausea.
Soffro di vertigini.

Sono nervoso.
Ho appena ucciso una zanzara anche se so bene che non era colpa sua.

Distrattamente ho calpestato l’attimo invece di coglierlo.

Le coccinelle sono sopravvalutate.
Non sono né belle né simpatiche. Hanno fatto un buon marketing col discorso della fortuna. Tutto qua.

Vorrei andare a vivere in Svizzera.
Mi piace la puntualità con cui arrivano le ore di là.

Uffici con luci al neon dove conigli in gabbia crescono in fretta, ritrovandosi senza futuro, ma con un mutuo da pagare.

Attimi caduti in volo, senza tempo. Incidono perché te li ritrovi davanti, quasi per caso.
Come se fosse destino.

Il passato è troppo profondo. A guardarlo vengono i brividi. E non c'è il parapetto vicino al bordo.

Immaginare il futuro è come fare un disegno in un foglio bianco.
Hai piena libertà e un po' di paura di sporcarlo con troppi segni incerti.

Io del parafulmine invidio il portamento, lo stoicismo e soprattutto il coraggio.

venerdì, maggio 25, 2012

Cambio canale e metto sui sogni; di solito mi addormento prima di vederli.

giovedì, maggio 24, 2012

Vorrei che il tempo si prendesse subito quello che vuole da me, senza che io debba aspettare ancora di perdere altro tempo.

“Vedi, credo che a volte le persone si accontentino e stiano meglio di me.
Trovano una persona che può andare bene, senza grandi pretese e rimangono fossilizzate per tutta la vita, senza metterle in discussione.
Stare con me è diverso e più impegnativo perché alzo sempre l’asticella e dopo un po’ questo diventa logorante.”

“Perché alzi l’asticella? Perché non ti vanno bene? Perché cerchi di cambiarle?”

“Tutti cerchiamo di cambiare chi ci sta affianco. Io non cerco di limare i difetti, non è questo il punto. Cerco piuttosto di tirare fuori il meglio dalle persone, spronandole e mettendole in gioco. Non vorrei farlo, ma purtroppo è così.”

“Non ti seguo. E sinceramente non sono nemmeno d’accordo. Secondo me dovresti accettare una persona nella sua interezza, non cambiarla. Se vuoi cambiarla significa che non ti va bene com’è.”

“E qua la pensiamo diversamente: le persone non sanno nemmeno quanto possono migliorare, se solo lo vogliono. A volte sono pigre e non si mettono in gioco, altre volte invece sono orgogliose e non accettano consigli.”

“Io non credo resisterei a lungo con una persona che continuamente mi critica, intimandomi di cambiare. Sarebbe oggettivamente difficile e stressante come situazione”.

“Non travisare: tra il bianco e il nero esiste comunque un’intera gamma di colori. Per cui non cerco delle persone che non mi vanno bene, solo per cambiarle. Vabbè, sono malato di Photoshop come te, ma non sono così masochista. Sono cosciente che la perfezione non esiste e quindi non la cerco.
Tuttavia ci confrontiamo sempre con le persone che conosciamo, che incontriamo, che vediamo e quando identifichiamo caratteristiche che ci piacciono non possiamo ignorarle.
E soprattutto quando una persona può fare un passo in più è giusto che lo faccia. Io per primo cerco di applicare questo principio su di me."

"Una persona deve sentirsi di fare quello che di sente di fare, non quello che vorremmo noi facesse. E la persona che ci sta affianco, a maggior ragione, dovrebbe sentirsi amata così com'è."

Continuammo a parlare ancora un po', facendo sera e aspettando il domani.

Tutti i miei pensieri portano a te, senza confluire.
Si intasano e si addensano.
Farli uscire, è questo il problema.

Stasera vorrei vivere una favola e non il solito sogno.
A lieto fine, dopo il risveglio.

martedì, maggio 22, 2012


Tempo di bilanci. Tempo di ripartenze.
Eccomi qua, a parlare di me a me stesso.
Giusto così, a volte conviene affrontarsi, parlarsi.

Alla soglia dei trent'anni mi sembra di aver fatto e disfatto tutto.
Anzi ho fatto e disfatto tutto.
Stasera, guardando indietro, direi di non avere combinato niente, ma so che non è così.
So che non stanno così le cose e che sarei ingiusto verso molte persone. E verso me stesso in primis.

Stasera sento il vuoto. E fa molto rumore.

Stasera mi sento solo anche se sono consapevole di avere amici veri e una famiglia fantastica.
Mi sento solo e non ci posso fare niente. A volte capita. A me capita stasera.

Non voglio prendere il torcicollo a guardare troppo la mia vita attraverso lo specchietto retrovisore.
Non è facile ripartire, rialzarsi, inciampare e rialzarsi ancora. Ma si deve fare.

Dovrei ripartire da me stesso per colmare questa solitudine che sento dentro.
Non posso ripartire dagli altri.

Per stare in mezzo agli altri bisogna prima stare beni con sé stessi. Lo so, lo so, lo so.
Lo so ma non è facile.
Ci riesco a momenti, mi frega la voglia di non accontentarmi mai.
Questa voglia che mi logora e mi lascia insoddisfatto.

Questa è la fase più strana della mia vita.
Mi sento in un limbo dal quale devo cavarmene fuori alla svelta.

Ho tutto quello che mi serve per vivere al meglio la vita. Lo so.
E non devo invidiare nessuno. So anche questo.
Mi frega quella strana sensazione, quella continua ricerca che non riesco a placare.
E che spesso mi consuma dentro.

Credo che quella ricerca sia il mio bene e il male.
L'impazienza con il quale mangio tutto però la rende spasmodica.
E provoca danni.

Riuscissi a capire che il tempo va vissuto, ma senza l'impazienza che mi contraddistingue, mi porterebbe alla felicità.
E la felicità, come tutti voi d'altronde, è il punto d'arrivo a cui tendo.

sabato, aprile 28, 2012

Un sorriso tirato.
Dimmi dove, che te lo raccolgo.

Ho appena cancellato, per errore, uno dei post più belli che io abbia mai scritto.
Devo togliermelo dalla mente.

Accetto con discrezione i sorrisi altrui.
Poi li metto in cascina, facendo piccoli fasci, pronti all'uso nei momenti di freddezza.

giovedì, aprile 26, 2012

Guardare una nuvola da dietro una finestra, non implica necessariamente che non ci stai passando attraverso.

Se scrivi parole d'amore, non farlo mai con la penna rossa.

martedì, aprile 24, 2012

Se riempi di troppe parole i tuoi monologhi interiori, i tuoi silenzi sono occasioni sprecate.

Se afferri l'arcobaleno per la coda non preoccuparti: è acquerello, non lascia macchie indelebili sulle mani.

La prima ipotesi è quella che scarto, giusto per perdere tempo.

Ho scoperto dove finiscono i miei sogni dismessi. Alcuni, rivisti dopo un po' di tempo, mi commuovono e mi divertono. A dirla tutta, oggi mi sembrano migliori di come apparivano allora. Per questo vorrei liberarli dal sonno.

sabato, aprile 21, 2012

Title: Looking at you in this painted canvas without frame

Sono affascinato dalle fotografie che sfruttano giochi di prospettive.
Mi piacciono le prospettive.
Sono finte e irreali al punto giusto, rappresentano una distorsione della realtà a cui l'occhio crede.
Le prospettive ingannano l'occhio e la mente, senza deludere e anzi compiacendo entrambi gli organi.

Raccontatemi bugie in prospettiva, crederò a tutto senza arrabbiarmi.


Title: Inside my head

Non riesco proprio a capire dove ho messo quel nome, sì dai, quel nome..oddio non ricordo, sarà finito nell'intercapedine della emme, sotto mille e passa inutili pensieri, lasciati e mai ripresi.
Dovrei fare un po' di ordine, sempre se ne trovo il modo.

Mi riesce più semplice distrarmi.

venerdì, aprile 20, 2012

Vedersi riflessi in un vetro opaco e non riconoscersi subito, alzando gli occhi troppo velocemente.
Aspettare, aspettarsi.

martedì, aprile 17, 2012

Ovunque. Dove sono adesso, mentre mi allontano dalla puntualità delle sovrastrutture. Libero, per poi tornare a terra, aprendo gli occhi, domani.

A volte la notte è di un nero lucido che vorrei toccarne la superficie.
Al tatto dovrebbe essere molto piacevole.

Tutto tace, in fondo la notte aspetta un punto bianco di luce, senza fretta.
Non chiedere niente alla notte, chiedi ai tuoi sogni dove puoi arrivare, poi ascoltati dentro, con molta molta calma.

domenica, aprile 15, 2012

Ci saranno momenti.
Altri.

sabato, aprile 14, 2012

Se mischi i presupposti con le conclusioni, agita bene.
Altrimenti rischi di capire che stai toppando.

venerdì, aprile 13, 2012

Ma lascia stare il futuro!
Lo leggeremo tranquillamente domani.

giovedì, aprile 12, 2012

Avrei potuto, ma non ci sono riuscito.
Com'è che ce la faccio ogni volta a non riuscirci?

Ricordo di aver odiato profondamente i trentenni, quando avevo vent'anni.

Poi arriva un giorno che senti la provincia stretta, troppo stretta.
E non basta slacciare il primo bottone della camicia per sentirsi meglio.



È come mescolare con troppa foga i propri sorrisi, incuranti dei presunti confini.

martedì, aprile 10, 2012

E capire che capirsi è un lavoro da grandi.
Però chissà se i grandi esistono sul serio.
Io credo di no.

Non esiste Babbo Natale, non esistono i marziani e non esistono i grandi.
Però, mi raccomando, non ditelo mai ai bambini.

Sono quello che, nella foto di classe delle elementari, sorrideva timido per non disturbare.

È come credere di volare, senza preoccuparsi di esserne capaci davvero.
Come da bambini, quando ci si immaginava adulti.

domenica, aprile 08, 2012

Purtroppo qua non ci sono molti panorami da fotografare.
Bisogna sempre andare in cerca di dettagli.

Oggi alcune pozzanghere non riuscivano proprio più a contenere la loro porzione di cielo.

C'è gente che ai passaggi a livello chiusi di Piombino Dese ha fatto tempo a innamorarsi, perdersi, scoprire, ridere, piangere e invecchiare. Il tutto in attesa che passasse il convoglio.

C'è poi, chi come me, è riuscito a perdere treni, aspettando impotente di fronte alle sbarre abbassate.

Mi disse che nessuno poteva fermare la pioggia.
"Vedi, l'ombrello è soltanto un palliativo in attesa di una tettoia.
Ma fuori piove comunque."

"Non possiamo essere arbitri di tutto, questo lo dobbiamo accettare, nostro malgrado." pensavo, attendendo che l'acquazzone concedesse una temporanea tregua.

giovedì, aprile 05, 2012

Potrei restare avvolto in me stesso per poi scoprirmi all'improvviso.
Potrei bloccarmi e ricominciare.

Mi vesto e mi spoglio di silenzi e parole, lasciando cadere il presente, attorno e sospeso.

A volte, certe piccole soddisfazioni stanno anche in punta di dita.

Ho bisogno di molto zucchero nel mio acido.
Altrimenti mi impregno di acerbità.

mercoledì, aprile 04, 2012

Mi disse: "Non obbligarmi, né qui né altrove."

domenica, aprile 01, 2012

Si, ma noi facciamo sogni in HD che sembrano veri.

sabato, marzo 31, 2012



Indossavamo le maschere di noi stessi, ci sentivamo particolarmente alternativi.
Sapevamo usare l'avverbio assolutamente nel modo corretto.
E quando sbagliavamo, lo facevamo apposta, per sentirci integrati.

Anche le comete hanno il loro bel daffare, per attirare l'attenzione, in un cielo così pieno, mentre i lampioni confondono i mezzitoni del giallo, mischiandoli con il bianco della polvere.

Anche un secondo può essere un momento lunghissimo, se ci passi attraverso a folle velocità, rischiando tutto quello che puoi rischiare.

giovedì, marzo 29, 2012

Mah, forse Dio, io di sicuro no.

martedì, marzo 27, 2012

Ad occhi chiusi, ad ascoltare lo sciabordio delle onde, mentre la notte si alza in punta di piedi a guardare il cielo.
Per poi immergersi lenti in una naturale quiete interiore.

Vorrei essere quella tazza di tè fumante, che scalda l'inverno.
Vorrei esserlo in special modo quando viene preparata inaspettatamente, con amore.

In quell'abbraccio durante la notte tra l'oggi e il domani, quando le nostre palpebre chiuse ci separano dal tangibile respiro lento del mondo che riposa, troveremo mai la forza di essere migliori?

Andare per tornare migliore.
Andare per fare un passo dopo l'altro, senza la frenesia che mi porta ad inciampare su me stesso.
Andare per essere un momento dopo l'altro, lungo un arco temporale molto più lungo.

Essere un segno, reversibile come il gesso, ma calcato forte forte a diventare traccia perenne.
Essere una linea che congiunge due punti e avere la consapevolezza di arrivare a destinazione.

Che poi, forse, non è nemmeno questo.
Credo sia più un discorso di tranquillità e serenità a dare quella sensazione di vita.

Per poi riscoprire il gusto della sfida e la ricerca degli obiettivi.
Il punto è avere nuovi traguardi, nuove mete, nuovi punti da congiungere.
Per poi fermarsi. E ripartire.

Mi sa che dormi.
Non ti voglio svegliare.
Non voglio violare quell'intima cortina di ferro che ti separa dal reale, non voglio sottrarti ai tuoi sogni.

Il preludio di un giorno nuovo, il guardarsi e toccarsi piano, i sorrisi che aspettano incroci vicini di labbra estatiche e gli occhi socchiusi, in un'immagine edenica.

lunedì, marzo 26, 2012

Abbiamo l'esigenza di provare empatia, entrare in simbiosi.
Essere capiti, a volte senza nemmeno fornire spiegazioni.

Una vibrazione ed un brivido che assieme si muovono sulla pelle.
Questa è la sensazione che si prova quando accade.

Pausa.
Di punto in bianco spegnere tutto e staccare.

M'insegni che è possibile, ogni volta che ti isoli nei tuoi lunghi silenzi.
Colgo la capacità di provare piacere nello stare da soli, il che non significa essere soli.

Io non ci riesco quasi mai.
Finisce che mi snervo in attese che mi infastidiscono.
Devo riempire il tempo, per riempirmi la testa di altro.

Sto bene da solo, solo quando percepisco di non esserlo.

E di giorno sono copywriter dei miei dialoghi interiori e di notte art-director dei miei sogni.

domenica, marzo 25, 2012



Se un uomo corre, può fuggire, scappare, rincorrere, inseguire.
Però se vedi solo quella sequenza o quel fermo immagine, non lo puoi capire.



Tutto è molto fluido.
Mi ci voglio invischiare fino al collo.

Quando capisci che ne potrebbe davvero valere la pena, non ci sono calcoli.

sabato, marzo 24, 2012

Disegnava tramonti sul mare, tutti quelli che si ricordava averlo emozionato, su carte da lettere consunte.
Poi spediva quei disegni, perlopiù a sconosciuti, appiccicando francobolli, collezionati scrupolosamente per un'intera vita.
A volte scriveva brevi componimenti, inneggianti alla vita, alla bellezza e all'amore.

La vita gli aveva dato tutto. Ne era cosciente.
A 85 anni le sue opere erano presenti nei più importanti musei d'arte contemporanea, amato donne incredibili, conosciuto persone interessanti e visto paesi mozzafiato.

Voleva regalarsi gratuitamente sperando che la vita potesse sorprendere persone disposte a farsi sorprendere dalla vita.

Se cerchi appigli, stai attento che non siano spine su gambi di rose.

venerdì, marzo 23, 2012

Avrei preferito due attimi anziché uno.
Ne avrei usato uno per capire com'ero.

mercoledì, marzo 21, 2012

Provo a stropicciare i miei sogni.
Dalle increspature nascono giorni più densi.

lunedì, marzo 19, 2012

Alla fine siamo come ponti che si gettano ad abbracciare il mare.
Siamo in bilico su trampoli, a scrutare il cielo.
In sospensione a prendere fiato, ad inseguire nuove onde, a raccogliere nuvole.

Lasceremo che tutto sia difficile da raggiungere e instabile da mantenere.
Nei nostri giorni migliori non avremo confini.
Nei nostri giorni più belli saremo come parentesi aperte, a rincorrere la vita, a tutto colore.

sabato, marzo 17, 2012

Costruiva specchi sui quali le persone non si potevano arrampicare.
Qualcuno però, incurante della cattiva sorte, li mandava in frantumi.

Mi disse: "A ognuno di noi serve un appiglio, una via di fuga e soprattutto non vedere la propria immagine nei momenti di difficoltà".

Sorrise.

"Non farti prendere dal panico: non vale la pena sprecare energie".